Difficile fare ordine tra i pensieri. Capire se a prevalere sia lo scoramento più totale, a fronte di una batosta tanto inaspettata quanto indigesta per il modo in cui si è manifestata (si parlerà a lungo del rigore cestinato da Bruno Guimaraes...); oppure la rabbia e la sfiducia in virtù della scarsissima considerazione che Carletto gli ha riservato nel corso del torneo. Doveva essere il suo Mondiale. Quello che avrebbe propiziato l’affondo di una big d’Europa per il suo cartellino. Ma Bremer ci ha messo poco a capire che, anche a fronte di una cavalcata memorabile della Seleçao, non sarebbe restato nulla di lui nella memoria collettiva del popolo brasiliano. Semmai, uno dei tanti nomi tra le ultime fila degli almanacchi digitali che i fan più accaniti sono soliti pronunciare a memoria.
Alex Sandro e Danilo giocano, Bremer no
Ben zero i minuti trascorsi in campo nelle cinque sfide mondiali del Brasile di Ancelotti. Nemmeno una chance a gara in corso contro la Scozia e con la qualificazione ai sedicesimi già bella che blindata. E pensare che il resto dei compagni di reparto - ad eccezione di Leo Pereira - hanno avuto tutti modo di dare il proprio contributo. Chi di più chi di meno. Compresi gli ex bianconeri Alex Sandro e Danilo, oltre a Roger Ibanez, nonostante sia finito da tempo fuori dai radar d’Europa per accettare i petrodollari dell’Al-Ahli. E non è un dettaglio da poco, se si considera che tra i pochi “vanti” ancora rivendicabili del nostro calcio, ci sarebbe proprio il fatto di saper formare meglio di chiunque altro i difensori. Macché.
Spalletti, unico obiettivo: rigenerare Bremer
Sta di fatto che Gleison, inevitabilmente, tornerà alla Continassa con le ossa rotte. Non in senso letterale, s’intende. Ed è già una buona notizia per la Juventus, considerando i tanti infortuni a cui è andato in contro nelle ultime tre stagioni... Ma in termini di ambizioni. Già la stagione, con la prima Champions zompata degli ultimi 15 anni, si era rivelata un disastro. Figuriamoci ora.
A Spalletti il compito di rigenerarlo mentalmente e fisicamente. Di ribadirgli che avrà bisogno del suo contributo per instradare la Juve verso quel tanto atteso e agognato salto di qualità. Se non altro Lucio, a differenza di quello che si poteva credere a inizio Mondiale, ora avrà la certezza di poterci lavorare nel corso della tournée. Qualora il Brasile fosse arrivato ai quarti, infatti, Gleison non avrebbe avuto sufficiente tempo a disposizione per completare le ferie e salire a bordo dell’aereo per Hong Kong.
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