tuttosport.com

"L'Inter ha perso appeal. La Juve tornerà in alto. Che noia Allegri e Mourinho": a tutto Costacurta

Alessandro "Billy" Costacurta, ieri sera col primo turno di qualificazione è cominciata la Champions League '26-27, ancora una volta piatto forte della programmazione sportiva di Sky. Il Psg bi-campione può ripetere quanto fatto per l’ultima volta dal Real Madrid nel triennio ’15-18? «Credo che i francesi siano nettamente i favoriti. Il Psg gioca il miglior calcio e sta scegliendo da alcuni anni giocatori adatti a mantenere alta la qualità. Le rivali possono acquistare tanti giocatori, ma non ci saranno stravolgimenti». Cosa l’ha impressionata di più del Psg in queste due stagioni? «Il ritmo, la corsa. Penso che solo la Francia in questo Mondiale abbia in campo una velocità di pensiero e gamba paragonabile al Psg. La Francia ha Mbappé, straordinario, il Psg però ha avuto un Kvaratskhelia impressionate. Probabilmente se la nazionale della Georgia fosse fra le migliori del mondo, il Pallone d’Oro lo avrebbe vinto Kvara. Il Psg non ha punti deboli, sono tantissimi anni che non vedevo una squadra di tale qualità in ogni singolo giocatore, panchina compresa. E senza Mbappé, giocatore eccezionale, sono diventati addirittura più forti, puntando su profili funzionali al gioco di Luis Enrique. Tutti si sono presi la responsabilità, ora lavorano in undici, prima erano dieci e un terzo».

"Inter? non c’è più l’appeal di una volta"

Al netto del mercato, chi potrà impensierire il Psg? «Bayern, Arsenal e Barcellona. I tedeschi sono molto vicini, però Kane avrà un anno di più. E poi non scordiamo una cosa fondamentale: il Psg ha un vantaggio di spreco di energie rispetto alle altre. In campionato vincono in scioltezza, possono far riposare i migliori: Dembelé nell’ultima annata ha giocato la metà delle gare di Haaland». La incuriosisce di più il Manchester City post Guardiola di Maresca o il Real Madrid di nuovo con Mourinho? «Se devo scegliere, sicuramente il Manchester City. Mi aspetto poche novità da parte del Real, Mourinho è un allenatore che conosciamo, sappiamo cosa darà alla squadra. Guarderò i risultati del Real, ma le partite del City». Cosa dobbiamo aspettarci dalle italiane? Partiamo dall’Inter. «Sicuramente i nerazzurri sono i più attrezzati per arrivare almeno agli ottavi di finale, poi dipenderà da chi troveranno. Purtroppo il discorso è semplice: sulla carta Psg, Bayern, Barcellona, Real Madrid e almeno quattro inglesi sono più forti. Quindi arrivare ai quarti sarebbe un’impresa. Mi dispiace che l’Inter abbia ricevuto due no importanti sul mercato. Se giocatori come Palestra e pure Nico Paz preferiscono andare altrove piuttosto che in un club come l’Inter, significa che non c’è più l’appeal di una volta e non è un bel segnale per le nostre big. Si sono scelti i soldi o la confort zone».

"La Juve tornerà in alto"

Le altre? «Penso che faranno fatica. Il Napoli è solido, ma non lo vedo fra le prime quindici. Se Allegri allenasse il Bayern, forse raggiungerebbe la finale, con questo Napoli non so. Non credo che Max sia il tecnico giusto, oggi, per fare un tipo di percorso in Europa. Roma e Como mi incuriosiscono, possono essere delle outsider per il gioco che esprimeranno e le guarderò volentieri. Posso aggiungere una cosa?». Prego. «Non vorrei essere frainteso, non sono contro Allegri o Mourinho, però non mi diverto a guardare le loro gare. Dopo 45 anni di calcio posso permettermi di scegliere e mi sono stancato di vedere un certo tipo di match, voglio divertirmi». Milan e Juventus non saranno in Champions, per la loro storia avranno però l’obbligo di disputare un’Europa League da protagoniste? «Il problema è che si gioca di giovedì e in Europa League ci sono squadre forti. Per poter fare strada, bisogna mettere la formazione migliore e quindi a un certo punto bisogna scegliere. E sappiamo quanto sia vitale tornare in Champions per questi due club...». La Juve riparte da Spalletti e da un dirigente navigato come Carnevali. «La fermo, basta questo. C’è un progetto, sono due personaggi giusti, credibili. La Juve tornerà in alto».

Il Milan e la Nazionale

E il “suo” Milan? Ha scelto Amorim e preso Gonçalo Ramos come centravanti. I tifosi possono tornare a essere ottimisti? «Io lo sarei. Finalmente si stanno muovendo nella direzione giusta. La prima cosa da fare era prendere una prima punta affidabile e secondo me il portoghese lo è: lo hanno pagato tanto, ma così lo hanno acquistato, altrimenti rischiavano di fare la fine dell’Inter con Palestra. Anche Gila in difesa, se arrivasse, sarebbe già più forte dei tre titolari dell’anno scorso. Dopo un mese caotico, hanno preso una direzione e in questo momento gli dico bravi». A chi attribuisce le maggiori responsabilità del fallimento dell’ultima annata rossonera? «Ai giocatori, sempre. Lo dico con un pizzico di presunzione avendo vinto 7 scudetti e 5 Champions: noi eravamo sempre puntuali, arrivavo in campo e guardavo in faccia gli avversari per incutere timore; quest’anno quanti ritardi e multe hanno accumulato i calciatori del Milan? Una cosa di cui vergognarsi, da cafoni, non da Milan». Maldini e Conte sono gli uomini giusti per far ripartire la nostra nazionale? «Intanto servirebbero dei giocatori forti... Però è oggettivo che Paolo e Antonio siano due personalità d’eccellenza. Hanno capacità, mentalità, disciplina e fantasia per ricoprire quei ruoli. E avere un dirigente come Malagò è un già un primo grande passo per ripartire».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Read full news in source page