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Abate: "In ogni ambiente qualcosa non va, ma il Toro è tanta roba. Non vendo fumo, chiedo impegno"

TORINO - "Ringrazio la Juve Stabia e il presidente Cairo , sono a disposizione per le domande". Inizia così la conferenza stampa di presentazione di Ignazio Abate, ex calciatore granata, tornato al Torino nelle vesti di allenatore: "Indossai questa maglia e percepii i valori, respiri la storia. Tornarci dopo tanti anni...è cambiato molto dal punto di vista organizzativo, ho trovato una società e un centro sportivo bello: sarà un piacere starci dentro. Qui avverti il peso della maglia, sento la responsabilità che cerco di rispettare nel quotidiano".

Il ritorno

"È stato semplice accettare il Toro, c'è una maglia che pesa e la gente vive con passione. Ho bisogno di sentire l'ambiente, che i tifosi si rappresentino in noi. Mi riconosco in questi valori, nel lavoro e nel senso di appartenenza. So che voi che mi fate domande siete i primi tifosi, ma si nota il filo di vedere il bicchiere mezzo vuoto. Da fuori il Toro è tanta roba: in ogni ambiente c'è qualcosa che non funziona, ma da fuori il Toro è tanto. Serve positività, ricreare un legame forte. E ci riusciremo. Tifosi? Non faccio slogan, non vendo fumo: l'impegno è che, nelle vittorie e nelle sconfitte, la squadra metta sempre orgoglio. Dirò a questi ragazzi cosa significa indossare questa maglia, bisogna indossarla con sorriso e rispetto", ha proseguito Abate.

Il Torino di Abate

"Sono arrivato 20-25 giorni fa direttamente al Filadelfia, mi sono sentito un po' a casa. Stare in mezzo a quei palazzi respiri anima popolari: vivo di emozioni, empatia e passione, immagino quanto sarebbe bello dare soddisfazioni alla gente. Il centro sportivo deve rappresentarci. Non faccio una vita mondana, quando giocavo mangiavo con i magazzinieri. Mi piace stare a contatto con questa squadra invisibile, sono persone che portano punti: ci vuole energia e positività. Che Toro sarà? Un Toro riconoscibile, vogliamo creare una grande identità. Voglio un calcio propositivo, per dominare il gioco e aggressivo. Mercato? Sono domande per il direttore: sappiamo i tempi, non bisogna avere fretta ma andare dritti su profili funzionali. Non sono un talebano dei moduli, voglio un Toro coraggioso. Non parliamo di numeri, se ne parla di più per la fase difensiva. È importante il percorso, partendo da basi e certezze. Vogliamo impostare a tre, poi cercheremo soluzioni: le squadre statiche sono prevedibili. Da chi ha vissuto questa piazza mi aspetto tanto dal punto di vista umano e tecnico", ha aggiunto Abate.

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