TORINO - Filip Kostic, anche lui svincolato dal 1° luglio, dalla Continassa ha portato via tutti i suoi effetti personali. Dusan Vlahovic non ancora. L’armadietto è tale e quale a come l’ha lasciato dopo l’ultima di campionato contro il Toro, condita con una doppietta. Da quel momento, il serbo si è rifugiato nel silenzio. Facendo saltare il banco, pochi giorni più tardi, della trattativa imbastita con Damien Comolli. Da allora, però, è cambiato tutto. Il distacco con la Juve, anche dopo l’approdo di Giovanni Carnevali, è durato diverse settimane. Prima della svolta. Vlahovic, che ha messo in ghiaccio la proposta del Besiktas, è tornato a flirtare coi bianconeri, intenzionati a farlo cuocere a fuoco lento. D’altronde è anche una questione di principio: essere considerati dei ripieghi, per quanto di lusso, non fa piacere a nessuno, men che meno al club più titolato d’Italia.
Vlahovic-Juve, ricongiungimento in vista?
I segnali inviati da Dusan in questi giorni sono i primi passi per il riavvicinamento: la voglia di Juve è stata fatta trapelare a più anime del club. Ai dirigenti, a Spalletti e agli ex compagni di squadra. E la società, pur prudente e in attesa di capire come finirà l’estenuante trattativa per Randal Kolo Muani, ci sta seriamente pensando. Quello di Vlahovic è un argomento finito pure sulla scrivania di Ricky Massara, anche lui incaricato di sbrogliare la matassa. C’è stato un avvicinamento, ancora molto timido, al padre Milos. Ma solo una mossa sarà quella determinante, in un senso o nell’altro: l’incontro. Il vertice finale. Anche perché la Juve non ha intenzione di spendere molte parole: sarà un disco rotto sulle condizioni per stracciare le carte del divorzio, quelle preparate ad inizio giugno.
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