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Haaland alla Juve, il grande rimpianto e la vera storia. Se solo Marotta si fosse preso un rischio...

Erling Haaland avrebbe potuto indossare la maglia della Juventus. Questa storia l'abbiamo sentita diverse volte, alcune volte un po' romanzata, altre meno. Un grande rimpianto che ancora oggi tutti i tifosi ricordano, visto che il gigante vichingo sta facendo la differenza anche al Mondiale con la Norvegia, oltre ai tanti gol che da molti anni ha realizzato con il Manchester City. Gol che avrebbero potuto avere un altro colore? Forse. Ma a ripercorrere in modo puntuale la vera storia ci ha pensato il direttore Guido Vaciago al centro del nuovo video di Tuttosport.

La storia di Haaland e il mancato arrivo alla Juve

Il racconto parte da uno stralcio di un'intervista fatta su Tuttosport a Morabito, storico procuratore e mediatore, nel 2021: "Nei giorni scorsi, riguardando il mio archivio, ho ritrovato la mail del 3 novembre 2017 nella quale Cherubini, al tempo uomo mercato del vivaio, mi incaricò di mediare con il Molde. Si affidò a me consapevole delle mie conoscenze in Scandinavia e in particolare del mio rapporto privilegiato con Jim Solbakken e con Ole Gunnar Solskjaer, nel 2017-18 allenatore di Haaland nel Molde". All’epoca Erling è un promettente attaccante del Molde, ancora minorenne e sconosciuto. La segnalazione a Cherubini arriva da Dodo Spinosi, il figlio di Luciano ex Juve, amico di un agente, amico a sua volta del papà di Haaland. Lo stesso dirigente della Juve sfida il gelo norvegese e nota che il giovane calciatore vale. E invita il ragazzo e suo padre a Torino. I due visitano Vinovo e ne rimangono impressionati, rendendosi conto del livello del club. Poi la sera vedono anche Juve-Inter. E alla fine della gita, il papà di Erling dà l'autorizzazione a trattatre con il Molde, che però spara alto e chiede 10 milioni di euro. La Vecchia Signora risponde con un'offerta di 2.5 milioni e mezzo subito e il 50% dell'eventuale futura rivendita. Il club non si fida: "Se voi prendete Haaland è per tenerlo a lungo".

Il rimpianto di Marotta e quel mancato rischio

L'appuntamento successivo è al Westin Palace di Milano, dove si incontrano i dirigente del Molde e Marotta, Paratici e Cherubini. Sembra tutto apparecchiato per chiudere l'affare. Eppure i 2.5 milioni (che sarebbero poi raddoppiati) non convincono del tutto la Juve per un minorenne che ancora non ha dimostrato nulla. I bianconeri prendono tempo e non chiudono l'affare. Mino Raiola, poi diventato suo agente**, lo porta al Salisburgo, che spende 5 milioni di euro**. Perché la Juve non investì quei soldi? Marotta lo ha sempre definito come uno dei suoi più grandi rimpianti, ma al tempo ha spiegato bene come per tanti diciassettenni capitano queste storie. Un amministratore deve calcolare anche i rischi. Ma la domanda che ora sorge spontanea è un'altra: se Haaland fosse arrivato a Torino sarebbe ancora lì? Difficile dirlo: il Borussia Dortmund nel 2023 accettò 60 milioni dal City, cifra che probabilmente avrebbero accettato anche dalle parti di Torino. Ma il rimpianto è che il centravanti più forte del mondo avrebbe potuto giocare con la Juve se solo Marotta quel giorno si fosse preso un rischio.

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