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Calciomercato Juve tra crepe e sogni: la furia Zaniolo e il centrocampista che mette tutti d’accordo

La tensione è ormai altissima. E sarà sempre più difficile ricomporre una frattura che, a questo punto del rapporto, pare davvero insanabile. L’Udinese e Nicolò Zaniolo vivono la fase più critica del loro fresco legame: nemmeno un anno insieme e il limite è già stato abbondantemente superato. Ma le tensioni nascono da molto lontano, da un equivoco mai realmente risolto. A fine agosto 2025, quando l’Udinese e il Galatasaray mettono a punto il prestito con diritto di riscatto sul gong del mercato, Zaniolo firma coi friulani praticamente in bianco con vista sulla stagione successiva: un contratto fino al 2029, a poco più di un milione all’anno, con la promessa di ridiscutere l’ingaggio se le cose si fossero messe nel verso giusto. E, sì, il lieto fine c’è stato: buonissima l’annata del trequartista, che avrebbe anche meritato la Nazionale a marzo.

Tensione Zaniolo-Udinese

Le parole volano, però. Così Zaniolo avverte l’Udinese: se ridiscutiamo lo stipendio, totale disponibilità a restare. Altrimenti la ripartenza dalla Turchia per cercare un nuova realtà non sarebbe stata vissuta come un problema. I Pozzo, però, versano 5 milioni ai turchi anche senza la nuova intesa col giocatore. Ma i primi confronti tra Nicolò e il club non procedono bene, fino alla svolta della settimana scorsa, in cui sembrava tutto fatto per il passaggio a 1.8 milioni di ingaggio per tre anni. Zaniolo si allena coi compagni e all’orizzonte le nubi sembrano sparite. Prima, però, della bufera. L’Udinese consegna all’entourage del trequartista un nuovo contratto pieno zeppo di clausole. Sintomatico di una mancanza di fiducia nei confronti di un ragazzo che in maglia bianconera, fino a prova contraria, ha sempre rigato dritto. Così Zaniolo non ci sta. E manda tutto all’aria: da giovedì non si allena, supportato da un certificato di malattia. Il giocatore rivendica una poca chiarezza sin dagli albori della mediazione col club. Una situazione esplosa nei giorni scorsi: perché l’accordo sulle cifre c’è, ma le clausole proposte supererebbero il confine della semplice buona condotta professionale.

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