«Eppur si muove». Nonostante le rigide imposizioni del Settlement Agreement e le lampanti difficoltà diplomatiche riscontrate in questi primi giorni di trattative per alcuni dei profili finiti nel taccuino della dirigenza bianconera. Del resto, la Juventus non attendeva altro che un’uscita. Anche di medio calibro, per poter riattivare il motore - ingolfatissimo - del mercato e regalare a Spalletti uno dei due attaccanti per il prossimo futuro: Mateo Pellegrino. E poco importa che la liquidità stia per arrivare da un profilo che, formalmente, non faceva parte della rosa bianconera: quello di Tarik Muharemovic. Il bosniaco, tra poche ore, volerà a Leeds per sostenere le visite mediche di rito e firmare il contratto con gli inglesi. Protagonisti di un blitz fatto e finito, che porterà nelle casse della Juventus - che detiene il 50% sulla futura rivendita del bosniaco - una ventina di milioni.
Juve, le pedine da inserire nello scacchiere di Spalletti
Guai, però, ad illudersi che questa cifra possa essere indirizzata in fretta e furia sul**principale obiettivo per la difesa bianconera**. Jhon Lucumi. Anzitutto, perché ci sarà prima da sfoltire il reparto in questione, che pullula di esuberi (da Cabal a Gatti, passando per Pedro Felipe e Rugani); e poi perché occorrerà attendere che il Bologna abbassi le pretese per il cartellino del colombiano, per il quale è scaduta proprio ieri la famosa clausola da 28 milioni. Priorità assoluta, dunque, alle due pedine del puzzle più urgenti: portiere e centravanti. Il primo, verrà selezionato al termine del Mondiale, quando la Juve avrà modo di giocarsi con l’Aston Villa la carta Dibu, che freme per trasferirsi in bianconero. O, viceversa, virare in via definitiva su Guglielmo Vicario. Per i due bomber, invece, non si potrà attendere un giorno di più. E con i discorsi per Kolo ancora impantanati nel paludoso asse Torino-Parigi, la dirigenza sembrerebbe essersi decisa ad assicurarsene quantomeno l’alter ego, per non correre il rischio di affidarsi in tournée a un reparto offensivo senza alcuna prospettiva tra i vari David, Openda e Milik.
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