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Kessié come McKennie e Locatelli, la Juve ha un piano: ecco qual è la chiave

Juve-Kessié, distanza sull’ingaggio e nuova offerta

Non importante, però, come sperava di ottenere l’ivoriano, che per sedersi al tavolo della trattativa era partito con una richiesta d’ingaggio ben superiore ai 5 milioni di euro l’anno. Tanti, troppi, pur trattandosi di un parametro zero per il quale la Juve non ha costi di cartellino da sostenere. Dalla Continassa una prima bozza di offerta è stata presentata: 3,5 milioni di euro l’anno per tre stagioni, con un bonus alla firma quasi pari a un’annualità. Offerta ritenuta troppo bassa, pur in un contesto costruttivo in cui le parti lavorano per trovare la quadra in tempi brevi. Kessié è stato ricoperto d’oro per tre anni, ma ora ha voglia di tornare a essere competitivo.

Si è promesso alla Juve e vuole insistere per arrivare al dunque proprio per poter lavorare con Spalletti. Massara ha messo i puntini sulle i con Atangana, prospettando una nuova proposta: quasi 4,5 milioni di euro l’anno per tre anni, un tetto che a Torino non intendono superare. Del resto, è il metro utilizzato per i freschi rinnovi di Manuel Locatelli e Weston McKennie. La Juve, in quella zona del campo, faticherebbe non poco ad andare oltre quella soglia. Gli equilibri interni sono molto delicati, per questo il club si muove in punta di piedi con tutti gli svincolati ai quali si approccia.

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