Manovre in corso, più che lavori. Nel senso: la Juve sta provando a capire che tipo di margine ci possa essere per due delle situazioni più spinose di tutte. La prima riguarda Arthur, all’ultimo anno di contratto - dopo averlo spalmato un paio di volte in passato -, la seconda invece Openda: entrambi sono da piazzare, per entrambi si cercano soluzioni. Persino fantasiose. E allora, ripartire dai fatti: mercoledì sera è stato il giorno di Pastorello alla Continassa, procuratore del centrocampista brasiliano. Sul tavolo del calciatore ci sono un paio di ipotesi: la prima è la cessione a titolo definitivo, per la quale la Juventus continua a chiedere circa 10 milioni di euro. Al momento, la possibilità più concreta rimane il Corinthians, che non ha intenzione di pagare il cartellino. Come fare, dunque? Si è parlato anche della possibilità di risolvere il contratto, ma dai bianconeri non è arrivata una mano tesa alle richieste fatte da Arthur. Anzi. Bisognerà perciò trattare, oppure sperare che in qualche modo arrivi un aiuto da un possibile acquirente, magari in Europa, dove il brasiliano rimarrebbe comunque volentieri. Insomma: sono giorni caldi e decisivi, dei quali anche lo stesso Spalletti approfitterà. Giusto per dare un’occhiata.
La situazione di Openda
Capitolo Openda: le voci che lo volevano a un passo dal Lens, al momento, non trovano riscontro. Il club francese è sicuramente interessato all’attaccante belga, ma per il momento non è stato trovato un accordo con i bianconeri, ormai rassegnati a dover cedere il giocatore in prestito, magari con obbligo di riscatto. Si gioca qui, la partita. Partita che aveva suscitato discreto interesse anche nel Monaco (da cui la Juve prenderebbe volentieri Balogun, invece) e poi dalla Premier League. Il Coventry City di Lampard ha messo gli occhi sull’attaccante, che rimane tentato dall’esperienza in Premier League, a prescindere dal blasone della maglia. Certo, più tempo passerà e più occasioni arriveranno, in particolare nel caso in cui dovesse servire a qualche big un prestito a costo ridotto. Per questo motivo, oltre alla questione titolo temporaneo, la Juve si è rassegnata pure a dover pazientare, in un mercato che non le sembrerà davvero fatto d’altro. Saranno i giorni di Muharemovic, intanto. Poi dovranno diventare quelli degli esuberi. Necessariamente.
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