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Resta solo Yildiz! La Juve vende, quasi tutti in uscita: cosa succede da Bremer a Kalulu

18 luglio 2026, 09:51

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TORINO - Sì, l’hanno pensato tutti. Con l’arrivo di Celik alla Juve, il focus del discorso si è spostato su Pierre Kalulu: e ora? Eh, ora si ragionerà con più serenità, con maggiore lucidità, nettamente con più forza sulle possibili e potenziali proposte in arrivo per il francese**. Piace in Inghilterra, è affascinato anche lui dalla Premier League**: può arrivare il Liverpool, ci ha pensato il Manchester United (con tanto di emissari inviati al seguito della Juventus per osservarlo da vicino). Perciò, se ci sarà l’occasione, se ne riparlerà. Un discorso che si può estendere praticamente per tutti. O meglio: tutti tranne uno. E quell’uno è Kenan Yildiz.

Yildiz, solo 'no'

Se non dovessero bastare le dichiarazioni, interne ed esterne, le ultime fatte direttamente al ragazzo, ci sono i fatti a confermare la tesi Juve: persino davanti all’ultimo affondo dell’Arsenal, affondo da tripla cifra che avrebbe potuto regalare un altro tipo di mercato ai bianconeri, la proprietà in primis ha detto “no”. No alla cessione. No al sacrificio massimo pur di ripartire. La dirigenza è convinta che una strada alternativa, certo più impervia, sia possibile, e attorno al numero dieci turco si costruirà la nuova squadra. Con giocatori pronti (si veda l’ultima entrata, come le trattative in corso), scommesse giovani (Ekhator) e in generale con rapporti nuovi e freschi a dettare regole e leggi sul mercato. Si riparte da qui. Dai soldi in arrivo da Muharemovic, da ieri ufficialmente un giocatore del Leeds (20 milioni in arrivo a Torino per il 50%). Però soprattutto dalle sinergie. La Juventus spera possano diventare determinanti per aumentare budget e togliere un po’ di pesi.

Bentornati intrecci

Non a caso**, le prime missioni di Carnevali e Massara** sono state esclusivamente per le soluzioni in uscita. Gli incontri con Parma - Daffara è stato uno dei primi esempi -, Genoa, Sassuolo, Udinese, hanno portato a situazioni condivise e discorsi ancora adesso da approfondire. E poi: con il Cagliari si è parlato di Adzic, con il Bologna invece di Miretti, mentre l’Atalanta prenderebbe Di Gregorio se dovesse arrivare una proposta per Carnesecchi. Bentornati intrecci. Saranno utili in particolare nelle prossime settimane, quando il conto alla rovescia del campionato sarà più stringente e allora bisognerà accorciare un po’ tutti, a partire dalle aspettative su determinate operazioni. In questo senso, anche l’idea di liberarsi di Bremer ha subito uno stop importante. Molto semplice, il motivo: non è arrivata un’offerta all’altezza. Che non doveva essere obbligatoriamente quella della clausola (58 milioni di euro), ma che dai 45 in su avrebbe attirato le attenzioni juventine.

Cercasi cessioni

Come per la difesa, anche il centrocampo e pure l’attacco aspettano spazio da riempire, altrimenti si fa dura. Come in altre sessioni, pure in quelle in cui la Juve sembrava avere il controllo del gioco delle trattative, il motivetto non è cambiato: cercasi cessioni, e cercasi praticamente per qualsiasi giocatore. L’incastro sarà pertanto dettato da cosa, chi, come arriverà. Dagli interessamenti suscitati. Dalle offerte e solamente da quelle concrete. Anche nei giorni scorsi, il messaggio a parecchi agenti è stato lo stesso: proposte, proposte, proposte. Nulla si esclude per far sì che qualcosa venga costruito. O ricostruito. Lì dipende dai punti di vista. E da quello che realmente riuscirà a fare la Juve. Quando luglio scorre nella sua seconda metà e oggi il pallone torna di nuovo a rotolare. Quantomeno, aiuterà a pulire la vetrina dagli aloni dei ricordi. Specialmente di quelli meno piacevoli.

TORINO - Sì, l’hanno pensato tutti. Con l’arrivo di Celik alla Juve, il focus del discorso si è spostato su Pierre Kalulu: e ora? Eh, ora si ragionerà con più serenità, con maggiore lucidità, nettamente con più forza sulle possibili e potenziali proposte in arrivo per il francese**. Piace in Inghilterra, è affascinato anche lui dalla Premier League**: può arrivare il Liverpool, ci ha pensato il Manchester United (con tanto di emissari inviati al seguito della Juventus per osservarlo da vicino). Perciò, se ci sarà l’occasione, se ne riparlerà. Un discorso che si può estendere praticamente per tutti. O meglio: tutti tranne uno. E quell’uno è Kenan Yildiz.

Yildiz, solo 'no'

Se non dovessero bastare le dichiarazioni, interne ed esterne, le ultime fatte direttamente al ragazzo, ci sono i fatti a confermare la tesi Juve: persino davanti all’ultimo affondo dell’Arsenal, affondo da tripla cifra che avrebbe potuto regalare un altro tipo di mercato ai bianconeri, la proprietà in primis ha detto “no”. No alla cessione. No al sacrificio massimo pur di ripartire. La dirigenza è convinta che una strada alternativa, certo più impervia, sia possibile, e attorno al numero dieci turco si costruirà la nuova squadra. Con giocatori pronti (si veda l’ultima entrata, come le trattative in corso), scommesse giovani (Ekhator) e in generale con rapporti nuovi e freschi a dettare regole e leggi sul mercato. Si riparte da qui. Dai soldi in arrivo da Muharemovic, da ieri ufficialmente un giocatore del Leeds (20 milioni in arrivo a Torino per il 50%). Però soprattutto dalle sinergie. La Juventus spera possano diventare determinanti per aumentare budget e togliere un po’ di pesi.

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