tuttosport.com

Pagelle Juve: Perin manda un segnale, Licina con arroganza. Arthur e Openda...

19 luglio 2026, 09:30

5

min

BASILEA (SVIZZERA) - Buona la prima? E chi può dirlo, alla luce di un match controverso e dai contorni ancora troppo “balneari” per poterne estrapolare spunti utili per il futuro. In fondo, non è nemmeno calcio d’agosto… C’è poco da rammaricarsi, dunque, per una partita che avrebbe lasciato a prescindere ben poco su cui riflettere. Anche se - va detto - alla Juventus va riconosciuto il “merito” di aver fatto la partita con appena 4 allenamenti nelle gambe e contro un Basilea che, invece, arrivava da 4 settimane di preparazione, in virtù dell’imminente esordio stagionale con il Servette. Ecco, in questo senso non si è percepito alcun tipo di mismatch fisico. Anzi: i bianconeri per gran parte della gara sono parsi decisamente più a fuoco, pericolosi e intensi degli uomini di Lichtsteiner. Tutto fuorché una corazzata - s’intende - ma comunque una delle papabili avversarie della Juve nella prossima Europa League. E questo dovrebbe far riflettere sulle potenziali ambizioni europee della Juventus…

La cronaca di Juventus-Basilea: occasioni, infortunio e rigore parato

L’avvio, come prevedibile, è a rilento. O meglio, all’insegna della prudenza. La fase di studio si esaurisce dopo una ventina di minuti, quando è il Basilea a farsi avanti timidamente dalle parti di Di Gregorio. Lì, il motore bianconero poco a poco incomincia a scandire i primi scoppi con un paio di occasioni di Adzic e Boga tradottesi in un nulla di fatto per “colpa” di un super Omlin. La Juve aggredisce alta, recupera palla e forza con continuità la giocata in verticale per “testare” l’abilità spalle alla porta di Ekhator. Poi il duello perso dall’azzurro con Victory, la smorfia di dolore e l’intervento immediato dello staff. La prognosi? Un presunto stiramento alla coscia destra. Meglio non rischiarlo, considerando il già risicato parco attaccanti a disposizione. Al suo posto entra Openda e poco dopo i bianconeri costruiscono una palla gol sprecata da Douglas Luiz a tu per tu con Omlin con uno scavetto svogliato e approssimativo. Per non dire “da infradito”. Da lì, l’intervallo, con Spalletti che ridisegna l’intero 11 ad eccezione del belga, al quale affianca Milik per provare a plasmare una sorta di 4-4-2.

Arthur causa il rigore, Perin para. Oboavwoduo ci prova

La scelta si rivela azzeccata, dal momento che la Juve si ritaglia altre due palle gol: la prima dilapidata clamorosamente da Miretti - anche lì - lasciato solo di fronte al portiere degli svizzeri; la seconda con Openda, bravo a defilarsi per poi calciare addosso al portiere dal limite dell’area. Da lì, l’ingenuità di Arthur (evitabilissima) in area di rigore su Otele e il conseguente penalty sbagliato da quest’ultimo grazie a una paratona di Perin. L’unico vero highlight di una gara all’insegna della noia più totale, curata in parte dai buoni impatti di Licina e Oboavwoduo, entrambi vicini al gol. Lo 0-0è nell’aria e rischia di “saltare” solo all’85’ quando la Juve riparte veloce in contropiede con Arthur, bravo mandare Openda in campo aperto: dribbling su Salvi (il secondo portiere svizzero), fallo subito e cartellino rosso. Ma i minuti a disposizione per sfruttare la superiorità numerica sono troppo pochi e, alla fine, si chiude in parità.

Lichtsteiner: "Spalletti l'uomo giusto, alla Juve mancano i fenomeni"

Chance sprecata o test positivo? Il verdetto lo fa Lichsteiner a margine del match: «Per la Juventus non era semplice disputare una partita del genere con così pochi allenamenti alle spalle e per giunta contro di noi, che arriviamo da quattro settimane di preparazione e giocavamo di fonte al nostro pubblico. Cosa manca alla Juve? Non lo so con certezza, ma Spalletti è un tecnico davvero forte e credo sia l’uomo perfetto per riportare il club dove merita. Ho molta fiducia in lui. Per quel poco che ho visto mi hanno sorpreso Locatelli e Cambiaso. Il ricordo più bello in bianconero? - continua il tecnico svizzero - Ce ne sono tanti, ma prevale la delusione per le due finali perse".

"Ecco, la differenza con la mia Juve (quella che tornò a vincere lo scudetto dopo anni di digiuno) è che noi avevamo Pirlo, Buffon, Del Piero: pilastri fondamentali che magari oggi non si vedono in rosa. Mancano i fenomeni che avevamo noi. Ma nel calcio di oggi è difficile rimediare se ti trovi a competere con una superpotenza economica come la Premier League. I giocatori vanno tutti da quelle parti». E a chi gli chiede cosa abbia rubato dai suoi maestri (Conte e Allegri) Lichsteiner risponde così: «La loro mentalità. Poi devi metterci qualcosa di tuo... Di sicuro non massacro i miei ragazzi come faceva Antonio con noi (ride ndr). Ma comunque li faccio pedalare…».

I promossi

Nulla di definitivo. E ci mancherebbe altro, dal momento che il calcio di luglio è solito celare per la strada fior fior di inganni. Troppo presto per distribuire verdetti silenziosi. In attesa che i vari profili facciano rientro dalle vacanze post mondiale, sono ben 23 i bianconeri ad aver sostenuto la Prima Prova di Maturità sui banchi del St Jakobs Park. Ma guai ad illudersi: per gli scrutini finali non resterà che attendere la fine della tournée tra Asia e Oceania. Perdonateci la sigla di ispirazione “fantacalsitica”, ma alla luce dello scialbo 0-0 tra Basilea e Juventus ci risulta davvero difficile parlare di “top”. Semmai di chi, nel marasma collettivo, ha mostrato una buona condizione di forma.

Il primo della classe, manco a dirlo, si conferma Pierre Kalulu. L’unico della retroguardia bianconera sufficientemente applicato in ambedue le fasi. La curiosità - in proiezione offensiva - sta nel fatto che Spalletti è sembrato chiedergli un lavoro diverso rispetto al solito. E cioé di attaccare di tanto in tanto la profondità centralmente, interscambiandosi con il trequartista di turno (Adzic). I polmoni? Rinvigoriti dalle vacanze e - all’apparenza - già pronti per l’avvio di stagione. Discorso simile per Locatelli, mai fuori posizione e sufficientemente ispirato quando si trattava di rompere la line avversaria. Probabilmente per via del fatto che Spalletti - stavolta - gli abbia chiesto di spartirsi i compiti in regia con Douglas Luiz. Ma del brasiliano parleremo più avanti.

Promosso pure - manco a dirlo - Mattia Perin. Per distacco il migliore dei bianconeri. Se, infatti, la Juve è uscita indenne dalla trasferta svizzera lo deve soprattutto a lui e a quel rigore parato a Otele. Un messaggio, nemmeno così criptico, a Lucio e proprietà. Della serie “Sicuri che sia il caso di liberarvi di me?”. Menzione d’onore per i due talentini di Primavera/Next Gen, Licina e Oboavwoduo (quest’ultimo ha chiamato Salvi a una paratona). Entrati in campo con la giusta dose di arroganza. Avanti tutta.

I flop

Non ce ne vogliano le frange juventine che inneggiano a una restyling carioca del centrocampo bianconero. Ma c'è davvero poco, anni pochissimo di positivo nelle gare di Arthur e Douglas Luiz. Il primo è parso quantomai mono-passo, disordinato e prevedibile in fase di costruzione. Il secondo, invece, una chance se la sarebbe pure ritagliata, se non avesse deciso di mettersi in mostra con uno scavetto svogliato a tu per tu con Omlin. Ci sarà modo di rifarsi. Forse. E no, niente da fare nemmeno stavolta per Lois Openda. Il belga, per quanto voglioso - è stato lui a far cacciare Salvi - continua a mancare sul piano della concretezza. Troppe le chance dilapidate...

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

BASILEA (SVIZZERA) - Buona la prima? E chi può dirlo, alla luce di un match controverso e dai contorni ancora troppo “balneari” per poterne estrapolare spunti utili per il futuro. In fondo, non è nemmeno calcio d’agosto… C’è poco da rammaricarsi, dunque, per una partita che avrebbe lasciato a prescindere ben poco su cui riflettere. Anche se - va detto - alla Juventus va riconosciuto il “merito” di aver fatto la partita con appena 4 allenamenti nelle gambe e contro un Basilea che, invece, arrivava da 4 settimane di preparazione, in virtù dell’imminente esordio stagionale con il Servette. Ecco, in questo senso non si è percepito alcun tipo di mismatch fisico. Anzi: i bianconeri per gran parte della gara sono parsi decisamente più a fuoco, pericolosi e intensi degli uomini di Lichtsteiner. Tutto fuorché una corazzata - s’intende - ma comunque una delle papabili avversarie della Juve nella prossima Europa League. E questo dovrebbe far riflettere sulle potenziali ambizioni europee della Juventus…

La cronaca di Juventus-Basilea: occasioni, infortunio e rigore parato

L’avvio, come prevedibile, è a rilento. O meglio, all’insegna della prudenza. La fase di studio si esaurisce dopo una ventina di minuti, quando è il Basilea a farsi avanti timidamente dalle parti di Di Gregorio. Lì, il motore bianconero poco a poco incomincia a scandire i primi scoppi con un paio di occasioni di Adzic e Boga tradottesi in un nulla di fatto per “colpa” di un super Omlin. La Juve aggredisce alta, recupera palla e forza con continuità la giocata in verticale per “testare” l’abilità spalle alla porta di Ekhator. Poi il duello perso dall’azzurro con Victory, la smorfia di dolore e l’intervento immediato dello staff. La prognosi? Un presunto stiramento alla coscia destra. Meglio non rischiarlo, considerando il già risicato parco attaccanti a disposizione. Al suo posto entra Openda e poco dopo i bianconeri costruiscono una palla gol sprecata da Douglas Luiz a tu per tu con Omlin con uno scavetto svogliato e approssimativo. Per non dire “da infradito”. Da lì, l’intervallo, con Spalletti che ridisegna l’intero 11 ad eccezione del belga, al quale affianca Milik per provare a plasmare una sorta di 4-4-2.

Arthur causa il rigore, Perin para. Oboavwoduo ci prova

La scelta si rivela azzeccata, dal momento che la Juve si ritaglia altre due palle gol: la prima dilapidata clamorosamente da Miretti - anche lì - lasciato solo di fronte al portiere degli svizzeri; la seconda con Openda, bravo a defilarsi per poi calciare addosso al portiere dal limite dell’area. Da lì, l’ingenuità di Arthur (evitabilissima) in area di rigore su Otele e il conseguente penalty sbagliato da quest’ultimo grazie a una paratona di Perin. L’unico vero highlight di una gara all’insegna della noia più totale, curata in parte dai buoni impatti di Licina e Oboavwoduo, entrambi vicini al gol. Lo 0-0è nell’aria e rischia di “saltare” solo all’85’ quando la Juve riparte veloce in contropiede con Arthur, bravo mandare Openda in campo aperto: dribbling su Salvi (il secondo portiere svizzero), fallo subito e cartellino rosso. Ma i minuti a disposizione per sfruttare la superiorità numerica sono troppo pochi e, alla fine, si chiude in parità.

Read full news in source page