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Soldatino Celik, punto fermo per tutti. E la Juve scopre anche il paracadute mercato

Carattere e duttilità tattica. Il tecnico entusiasta del suo arrivo: "Si inserirà molto bene"

A scherzarci su, si potrebbe riesumare quell’antica invocazione d’allarme che percorreva le coste di quell’espressione geografica inconfondibile che ancora non era compiutamente Italia: “mamma li turchi!”. Un termine improprio e omnicomprensivo perché per secoli le popolazioni costiere italiane hanno chiamato genericamente “Turchi” tutti i pirati, i corsari e i navigatori musulmani che compivano scorrerie nel Mediterraneo, inclusi gli arabi, i berberi e i saraceni, anche se molti di loro non provenivano affatto dall’Impero Ottomano. Zeki Celik, invece, è assolutamente turco, non è affatto un pirata e, casomai, un’operazione “corsara” è stata il blitz di mercato che lo ha sottratto dall’orbita della Roma con la quale stava definendo il rinnovo di contratto.

Spalletti lo voleva da febbraio

Quanto alla suggestione storica, invece, è legata al fatto che con il suo sbarco aumenta la “colonia turca” in bianconero visto che lui si unisce a Yildiz, compagno di Nazionale e pure artefice di qualche messaggio che ne ha oliato la volontà di passare in bianconero, rinnovando quella lunga storia di sgarbi di mercato che hanno caratterizzato la rivalità tra Juventus e Roma. Blitz di mercato, certo, favorito dal fatto che Ricky Massara conosceva nei dettagli la situazione della trattativa per il rinnovo, avendola portata avanti lui nel ruolo di ds alla Roma e, poi, utilizzata a proprio favore ora che indossa la maglietta di direttore tecnico della Juventus. Ma, nonostante orgasmi diffusi per fantomatiche segretezze, non certo un obiettivo sconosciuto dei bianconeri, visto che lo stesso Luciano Spalletti ne caldeggiava l’ingaggio già dal febbraio corso.

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