21 luglio 2026, 15:51
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EA Sports presenta ‘Le icone del calcio’, insieme all’interno del salotto Ibrahimovic, Zidane e Beckham. Una chiacchierata tra le leggende del calcio mondiale presenti al Mondiale negli Stati Uniti da poco concluso come opinionisti o semplicemente spettatori. Tre personalità differenti sul campo che hanno deciso di intraprendere un percorso diverso nelle rispettive carriere una volta smesso col calcio giocatore. Zlatan da dirigente collabora con RedBird nel Milan, Zidane come allenatore (e dovrebbe essere il prossimo ct della Francia) e Beckham imprenditore e co-proprietario dell’Inter Miami. Tanti i temi toccati tra cui quello sulla Juventus per chi l'ha vissuta dal suo interno e chi da avversario.
La risposta di Moggi a Ibra e la Juve per Zidane
Il primo a sottolineare un aspetto importante sulla Juveè Zidane: "Quello che ho imparato io è che quando vinci una volta vuoi tornare e vincere di nuovo. Alla Juve devi vincere, vincere. Quello che vogliono è vincere dei titoli". Poi Ibrahimovic: "Zizou ha giocato nella Juve e anche io ci ho giocato, quindi conosco la mentalità. Mi ricordo questa situazione: una volta nelle docce ho visto l’acqua salire e sono andato da Moggi per dirgli che questa struttura non è a livello della Juve. Lui ha risposto: ‘Ricordati che non sei qui per godertelo, sei qui per vincere’. Ho capito subito che se non avessi vinto alla Juve non sarei rimasto".
E continua: "Quindi quando vincevo non ero mai soddisfatto ma ero sempre alla ricerca della prossima vittoria. Il mio problema, però, era che non mi divertivo quando vincevo e questo mi ha fatto venire ancora più voglia di vincere. Se oggi mi chiedi se mi godo quello che ho vinto non ne sono sicuro perché sono ancora quel tipo di persona che vuole di più". E Beckham risponde: "Questa è una cosa positiva". E ancora Zlatan: "Non lo so perché non ho niente da vincere oggi (ride ndr)". Chiude il siparietto l’inglese: "Fidati, stai vincendo".
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Beckham e l'aneddoto su Ferguson
Il racconto prosegue con l’aneddoto di Beckham ai tempi del Manchester United: "Mi viene in mente una volta sir Alex Ferguson quando abbiamo vinto Champions e Premier League, si è girato verso di noi e disse: ‘Buonanotte a tutti. Va bene, ma ora ci riproviamo. Faremo lo stesso anche l’anno prossimo’. Pensa che tra le lezioni che ho imparato ci sia quella della resilienza, un aspetto fondamentale per noi. Poi la perseveranza, la dedizione, il duro lavoro e tutto questo mi è stato trasmesso in primis dai miei genitori, da mio padre. Abbiamo affrontato tutto questo e alla base di tutto c’era il rispetto per il club, per i trofei, per i compagni. Questo è ciò che ho imparato crescendo".
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L'idolo Ronaldo e l'incubo Juve per Beckham
Ibrahimovic risponde a una domanda di Beckham: "Chi è il mio eroe? Ronaldo il fenomeno. Entrambi avete giocato con lui. Per me quando puoi giocare e allenatori con un giocatore come lui, copiare quello che fa… è il calcio. Ricordo che stavamo giocando contro di voi e lo stavo guardando. E ho pensato: ‘C’è qualcosa di strano’. Nello stesso campo c’eravate voi, Ronaldo, Figo, Roberto Carlos… come fosse la playstation". E qui si legano anche le parole di Beckham: "È stato come giocare alla playstation quando ho giocato per la prima volta con il Manchester United contro la Juventus. Zizou era al suo apice, non riuscivi a togliergli la palla, non potevi avvicinarti a lui. Dopo la partita pensavo: ‘Come faccio ad avvicinarmi anche solo lontanamente a quel livello?’. Se mi chiedi se sono mai rimasto a bocca aperta davanti a una stella prima e dopo la partita, ti rispondo Zizou perché quello che faceva in campo era speciale. Qualunque cosa". Chiude Zlatan: "Per me era eleganza".
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Zidane: "Per questo faccio l'allenatore"
E ancora risponde Zidane: "Questo è il calcio. Perché è quello che ci piace fare. Si percepiva anche in campo e ci stavamo divertendo. Eravamo felici. Per questo sono diventato allenatore perché voglio continuare a provare quel piacere e vedere i giocatori giocare proprio lì davanti a me. Voglio trarne gioia. Serve per andare avanti in questa ottica…". "Non un allenatore qualsiasi, ma in grado di vincere la Champions per tre volte di fila" aggiunge Beckham. Anche Zlatan sottolinea: "È follia. Anche come giocatore. Io non ho vinto la Champions quindi questa è la vostra discussione (ride ndr)". Qui torna a parlare Zizou: "Una grande squadra. Stavo facendo il punto sui giocatori che avevo con me, ho espresso la mia passione e qualcosa è successo. Raggiungere quel livello è quello che rappresenta la vittoria. Un’altra cosa che voglio consigliare ai giovani è quello di lavorare, il talento non è tutto perché se non ti impegni non diventerai mai il migliore".
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EA Sports presenta ‘Le icone del calcio’, insieme all’interno del salotto Ibrahimovic, Zidane e Beckham. Una chiacchierata tra le leggende del calcio mondiale presenti al Mondiale negli Stati Uniti da poco concluso come opinionisti o semplicemente spettatori. Tre personalità differenti sul campo che hanno deciso di intraprendere un percorso diverso nelle rispettive carriere una volta smesso col calcio giocatore. Zlatan da dirigente collabora con RedBird nel Milan, Zidane come allenatore (e dovrebbe essere il prossimo ct della Francia) e Beckham imprenditore e co-proprietario dell’Inter Miami. Tanti i temi toccati tra cui quello sulla Juventus per chi l'ha vissuta dal suo interno e chi da avversario.
La risposta di Moggi a Ibra e la Juve per Zidane
Il primo a sottolineare un aspetto importante sulla Juveè Zidane: "Quello che ho imparato io è che quando vinci una volta vuoi tornare e vincere di nuovo. Alla Juve devi vincere, vincere. Quello che vogliono è vincere dei titoli". Poi Ibrahimovic: "Zizou ha giocato nella Juve e anche io ci ho giocato, quindi conosco la mentalità. Mi ricordo questa situazione: una volta nelle docce ho visto l’acqua salire e sono andato da Moggi per dirgli che questa struttura non è a livello della Juve. Lui ha risposto: ‘Ricordati che non sei qui per godertelo, sei qui per vincere’. Ho capito subito che se non avessi vinto alla Juve non sarei rimasto".
E continua: "Quindi quando vincevo non ero mai soddisfatto ma ero sempre alla ricerca della prossima vittoria. Il mio problema, però, era che non mi divertivo quando vincevo e questo mi ha fatto venire ancora più voglia di vincere. Se oggi mi chiedi se mi godo quello che ho vinto non ne sono sicuro perché sono ancora quel tipo di persona che vuole di più". E Beckham risponde: "Questa è una cosa positiva". E ancora Zlatan: "Non lo so perché non ho niente da vincere oggi (ride ndr)". Chiude il siparietto l’inglese: "Fidati, stai vincendo".
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