tuttosport.com

Juve e Vlahovic ora si parlano: quanta distanza c'è e il nodo da sciogliere per siglare il DV9-bis

22 luglio 2026, 09:29

2

min

TORINO - La distanza c’è. È netta, nettissima. Ma la notizia è che la Juve e Dusan Vlahovic hanno smesso di mandarsi segnali: ora si parlano. Lo fanno col reciproco obiettivo di giungere alla migliore conclusione possibile di una corsa infinita, se si pensa prima al tema rinnovo e adesso al nuovo contratto. Non è una trattativa, è un vero e proprio inseguimento. Club e giocatore stanno ragionando a voce alta, prima ancora di fissare un incontro. Partono da presupposti ben distinti. La Juve sa che cosa intende offrire all’attaccante: un contratto biennale da circa 6.5 milioni netti a stagione, riconoscendo 4-5 milioni di euro di commissioni alla firma. Vlahovic, invece, fa dei ragionamenti diversi: sull’ingaggio vorrebbe arrivare a 7 milioni, gli stessi intascati annualmente da Kenan Yildiz, ma soprattutto punta al doppio di commissioni. Già, perché per la firma la richiesta è di 8-9 milioni. Dunque, ricapitolando, circa 6 milioni di divario tra ingaggio e commissioni. Tanti, ragionando su un biennale. Ma comunque la Juve mantiene aperta la partita, tratta per limare, cerca un modo per avvicinarsi al giocatore. Senza l’assillo di doverlo prendere per forza, nonostante sia il più conveniente di tutti gli attaccanti trattati in termini di qualità-prezzo.

Vlahovic, la Juve si aspetta un sacrificio

E, a conti fatti, pure i gol danno ragione al serbo rispetto ai giocatori che Carnevali e Massara stanno faticosamente inseguendo sul mercato. La recente apertura di Luciano Spalletti in conferenza stampa è un invito a nozze per Vlahovic: «Quello che era nel recinto della mia competenza prima che finisse il campionato l’ho fatto, io faccio valutazioni tecniche poi c’è un altro aspetto economico che non è di mia competenza. Dopo che è finito il campionato non ci ho riparlato ma lui sa come la penso su di lui. I nostri direttori hanno sempre le porte aperte degli uffici, chiaro che per entrare bisogna citofonare». Da venerdì qualcosa si è mosso, ma non ancora abbastanza per ridurre le distanze. Vlahovic cerca di ottenere il meglio dal tavolo con la Juve perché sa di essere la scelta più low cost possibile, persino più di Mateo Pellegrino.

Vlahovic-bis, cosa si aspettano dalla Continassa

Dalla Continassa, però, si aspettano un sacrificio ancora più importante da parte di Dusan. Una riduzione drastica sulle commissioni, un maxi sconto necessario per riallacciare i rapporti e immaginare ancora un futuro insieme. Carnevali e Massara, in compenso, si fanno forza sulla mancanza di alternative per Vlahovic: il Barcellona è ancora concentrato sulla scalata a Julian Alvarez, gli altri colossi europei sul serbo non hanno mai affondato il colpo e pure il Besiktas vuole mettere alle strette il giocatore. A Istanbul troverebbe i soldi che cerca, ma non lo stesso livello di campionato a cui ambisce: ecco perché prende tempo, con buona pace di Vincenzo Italiano che spera ancora di avere le carte giuste per convincerlo. Fino a quando, però, la partita con la Juve sarà aperta Vlahovic non smetterà di sperare in un ritorno alla Continassa.

TORINO - La distanza c’è. È netta, nettissima. Ma la notizia è che la Juve e Dusan Vlahovic hanno smesso di mandarsi segnali: ora si parlano. Lo fanno col reciproco obiettivo di giungere alla migliore conclusione possibile di una corsa infinita, se si pensa prima al tema rinnovo e adesso al nuovo contratto. Non è una trattativa, è un vero e proprio inseguimento. Club e giocatore stanno ragionando a voce alta, prima ancora di fissare un incontro. Partono da presupposti ben distinti. La Juve sa che cosa intende offrire all’attaccante: un contratto biennale da circa 6.5 milioni netti a stagione, riconoscendo 4-5 milioni di euro di commissioni alla firma. Vlahovic, invece, fa dei ragionamenti diversi: sull’ingaggio vorrebbe arrivare a 7 milioni, gli stessi intascati annualmente da Kenan Yildiz, ma soprattutto punta al doppio di commissioni. Già, perché per la firma la richiesta è di 8-9 milioni. Dunque, ricapitolando, circa 6 milioni di divario tra ingaggio e commissioni. Tanti, ragionando su un biennale. Ma comunque la Juve mantiene aperta la partita, tratta per limare, cerca un modo per avvicinarsi al giocatore. Senza l’assillo di doverlo prendere per forza, nonostante sia il più conveniente di tutti gli attaccanti trattati in termini di qualità-prezzo.

Read full news in source page