GOAL ITALY Openda JuventusGetty
23 lug 2026 15:17-04:00
I bianconeri provano a cedere l'attaccante belga neanche un anno dopo l'importante affare che lo ha portato a Torino.
A inizio settembre, neanche un anno fa, e questo dovrebbe far capire quanto sia capace di mutare velocemente il calcio, Loïs Openda veniva descritto in molti modi: una prima e insieme una seconda punta. Addirittura un trequartista. Soprattutto un finalizzatore. Un giocatore completo, insomma.
E probabilmente lo è anche, solo che, ecco, a quasi un anno dal suo arrivo alla Juventus possiamo dirlo, non lo è stato. O se lo è stato, ci ha messo poco a far sorgere dei dubbi a chi segue il massimo campionato italiano.
Così la Juventus vende Loïs Openda: va in Francia, lontano dalla Serie A, lasciando la sensazione di qualcosa che proprio non ha funzionato.
PERCHÉ LA JUVENTUS VENDE OPENDA: A QUANTO LO AVEVA PRESO?
Ripartiamo dall'inizio. A inizio (ma veramente inizio) settembre del 2025 la Juventus acquista Loïs Openda dal RB Lipsia. Lo prende in prestito con obbligo di riscatto all'avversarsi di determinate condizioni.
La nota ufficiale del club bianconero ci ha fatto, quindi, sapere che inizialmente ha speso 3,3 milioni di euro (più, 0,8 milioni relativi a premi): in caso di acquisto definitivo, poi, avrebbe sborsato 40,6 milioni di euro, pagabili in quattro esercizi (con 1,7 milioni di euro di oneri accessori).
E fin qui va bene. Il fatto è che le condizioni si sono effettivamente avverate: l'accordo prevedeva che la Juventus raggiungesse almeno il decimo posto in classifica in Serie A. Certo è che, però, nessuno si aspettava, in quel momento, che i bianconeri non raggiungessero la zona Champions League e questo ha cambiato un po' le strategie attuali.
PERCHÉ LA JUVENTUS VENDE OPENDA: COM'È ANDATO LO SCORSO ANNO?
Dal punto di vista sportivo la stagione di Openda è stata complicata: dopo una prima metà vissuta quasi sempre da subentrante, con un goal in campionato siglato alla Roma a dicembre e uno in Champions League a fine novembre, nel periodo migliore del belga a Torino (quello che sembrava poterlo consacrare), da marzo Luciano Spalletti lo ha impiegato sempre meno, relegandolo a un posto in panchina che ha, in qualche modo, definito il suo percorso in bianconero.
Con l'allenatore di Certaldo, poi, ha dato vita a un episodio un po' controverso a gennaio: nel corso della sfida contro il Benfica, poco prima di farlo entrare, Spalletti è andato da Openda, reo di aver avuto un atteggiamento non adatto (a detta del tecnico). Si avvicina, entra a contatto e gli urla:"Svegliati! Ti devi svegliare!". E, insomma, eccoci qui.
A maggio, prima della grande delusione per la mancata qualficazione in Champions League, Spalletti aveva provato a spiegare perché il belga non trovasse mai posto in partita.
"Quello è un altro degli errori che ho fatto io. Perché io devo scegliere e le scelte le faccio tentando di considerare tutto e qualcosa mi perdo di sicuro. Openda si sta impegnando, e si sta facendo bene, gli vogliam bene tutti. Se non l’ho fatto giocare è perché credevo fossero meglio gli altri".
Non è andata bene, insomma.
DOVE VA OPENDA?
Tornando al presente, però, bisogna parlare del futuro di Loïs Openda, che ormai sembra essere destinato a giocare in Francia: lo vogliono l'Olympique Lione e il Lens. I primi giocheranno in Europa League, i secondi in Champions League.
Resta da capire la formula, che dovrebbe essere prestito oneroso con diritto di riscatto, e se la Juventus pagherà parte del suo stipendio (7,4 milioni di euro lordi fino al 2030), ma si tratterebbe di una mossa che sbloccherebbe e non poco il mercato in entrata.
E questo è un po' un paradosso, perché tutto ciò non accadrebbe se non dopo l'amichevole della Juventus contro lo Standard Liegi. Perché? Perché stando alle ricostruzioni è stato lo stesso Spalletti a volerlo tenere, per ora, l'attaccante belga, dato che ha solo lui e Arkadiusz Milik a disposizione.
Un ultimo passo, una formalità, comunque. Tutto ciò che resta è un po' di delusione per le aspettative che c'erano mista a qualche rimpianto dal costo di 40 (poco più) milioni.