24 luglio 2026, 08:35
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TORINO - Ormai, siamo ben oltre il fantomatico terreno degli intrighi. Il flirt tra Franck Kessie e la Juventus è reale, vivo, corrisposto e pure datato - se vogliamo - dal momento che le parti hanno avviato i contatti diverse settimane fa e cioè quando la Juventus si preparava a inscenare l’ennesima rivoluzione dirigenziale con l’arrivo del neo ad, Giovanni Carnevali e di Frederic Massara. E il contributo di quest’ultimo, nella recente accelerata per l’ivoriano, si è rivelato particolarmente decisivo. Tempo al tempo, però. Anzitutto, perché al momento la Juventus si trova costretta a orientare la prua verso i due fronti più stringenti: portiere e centravanti. Quelli “archiviabili” a stretto giro e a prescindere da eventuali sviluppi sul fronte delle uscite.
Kessie, i nodi da sciogliere
E poi perché, nel caso di Kessie, ci sarà da sciogliere una svariata mole di nodi perché la trattativa possa avviarsi verso la chiusura. Il primo, come noto, riguarda la distanza ancora marcata tra le richieste del suo entourage e le disponibilità bianconere.
Non solo in termini di ingaggio, ma anche a livello di bonus alla firma e commissioni. In questo senso, la Juve è stata chiarissima con l’ivoriano: dopo la prima offerta da 3.5 milioni l’anno, rigettata dal suo entourage, i bianconeri si sarebbero detti disposti ad arrivare al massimo a 4.5 milioni e a corrispondergli (come bonus) una sola annualità alla firma.
Juve, c'è da fare spazio
Ed è difficile credere che la Juve possa spingersi oltre, considerando i tanti esborsi in programma da qui alla chiusura del mercato. Parallelamente, poi, ci sarà da fare spazio in rosa, trovando una sistemazione alla sfilza di esuberi bianconeri. Non solo Douglas Luiz e Arthur - di rientro alla Continassa dopo le esperienze in prestito con Aston Villa e Gremio -, ma anche per i vari Miretti, Koopmeiners e Adzic. O, viceversa, accompagnando alla porta uno dei pochi “big” di reparto: Khephren Thuram. L’unico, sulla carta, che potrebbe portare nelle casse della Juventus sufficiente liquidità da reinvestire subito sull’ivoriano. Sempre ammesso che gli strascichi della sindrome femoro-rotulea non si protraggano oltre la tournée o - addirittura - sfocino in qualcosa di ben più preoccupante...
André, la prima alternativa
E poi c’è il terzo nodo, tutto fuorché trascurabile, e cioè che con il passare dei giorni si fa sempre più fitta la fila di club interessati al suo cartellino. A cominciare dalla Roma, pronta a piazzare l’affondo qualora dovesse partire Manu Koné; oltre a un altro paio di club sauditi. Motivo per cui la Juventus non avrebbe nessuna intenzione di sfoltire il mazzo delle potenziali alternative.
Discorso valido, soprattutto, per André, in uscita dal Corinthians e su cui resta vivo l’interesse del Fenerbahce, mossosi con largo anticipo pur di convincerlo a trasferirsi in Turchia. La richiesta per il cartellino è alta: per sedersi al tavolo con i brasiliani si dovrà partire da una base d’offerta vicina ai 18 milioni più 4 di bonus, dal momento che il Corinthians detiene solo il 70% del cartellino, mentre il restante 30% appartiene alla famiglia del ragazzo.
TORINO - Ormai, siamo ben oltre il fantomatico terreno degli intrighi. Il flirt tra Franck Kessie e la Juventus è reale, vivo, corrisposto e pure datato - se vogliamo - dal momento che le parti hanno avviato i contatti diverse settimane fa e cioè quando la Juventus si preparava a inscenare l’ennesima rivoluzione dirigenziale con l’arrivo del neo ad, Giovanni Carnevali e di Frederic Massara. E il contributo di quest’ultimo, nella recente accelerata per l’ivoriano, si è rivelato particolarmente decisivo. Tempo al tempo, però. Anzitutto, perché al momento la Juventus si trova costretta a orientare la prua verso i due fronti più stringenti: portiere e centravanti. Quelli “archiviabili” a stretto giro e a prescindere da eventuali sviluppi sul fronte delle uscite.
Kessie, i nodi da sciogliere
E poi perché, nel caso di Kessie, ci sarà da sciogliere una svariata mole di nodi perché la trattativa possa avviarsi verso la chiusura. Il primo, come noto, riguarda la distanza ancora marcata tra le richieste del suo entourage e le disponibilità bianconere.
Non solo in termini di ingaggio, ma anche a livello di bonus alla firma e commissioni. In questo senso, la Juve è stata chiarissima con l’ivoriano: dopo la prima offerta da 3.5 milioni l’anno, rigettata dal suo entourage, i bianconeri si sarebbero detti disposti ad arrivare al massimo a 4.5 milioni e a corrispondergli (come bonus) una sola annualità alla firma.