24 luglio 2026, 09:36
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TORINO - Una volta erano le serate con gli amici e le diapositive da proiettare su un muro bianco. Preistoria, o quasi. Adesso sono i caroselli social – la raccolta delle foto migliori -, a chiudere ufficialmente le vacanze. Prima un rito riservato a pochi, adesso una platea globale. Come quella con cui, ieri, Teun Koopmeiners ha condiviso scatti e brevi video delle ferie post Mondiale. Punto e a capo, Ibiza è alle spalle mentre di fronte si sono già aperti i cancelli della Continassa per il centrocampista olandese che si è unito al gruppo guidato da Luciano Spalletti. Non è cambiato molto, né da una parte né dall’altra.
Koopmeiners, la situazione
Koopmeiners ritrova per buona parte il gruppo che aveva lasciato alla fine della stagione scorsa. Da parte sua, la Juve rivede lo stesso calciatore ancora in cerca di autore e, probabilmente, di ruolo. Teun non ha vissuto un Mondiale da protagonista assoluto, anzi. È entrato nelle rotazioni della selezione allenata da Koeman, ha interpretato ruoli diversi e in poche occasioni ha lasciato il segno.
Nessuna missione rilancio e nessuna fila dietro la sua porta come si auspicavano in casa bianconera. Fin dalla tarda primavera, quando il suo agente arrivò a Torino per ascoltare le consegne della dirigenza: cercare un’opzione di uscita**.**
Douglas Luiz, rilancio Juve
Tutto congelato, almeno per il momento. Mentre resta il tema della posizione, più aperto che mai. D’altronde, Spalletti non ha abbandonato l’idea di farlo giocare in difesa, lì dove lo ha schierato al momento del suo arrivo sulla panchina della Vecchia Signora. Ad oggi, invece, ben salda è la posizione di Douglas Luiz che, dopo la titolarità contro il Basilea, è indiziato per replicare anche sabato sera contro lo Standard Liegi, nel secondo test amichevole della Juventus. La fotografia fatta dal tecnico di Certaldo è sostanzialmente la stessa fatta ai tempi da Thiago Motta: qualità tecniche indiscutibili, ma deve cambiare marcia. È quello che si ricercherà in Belgio: una prestazione che alimenti la curiosità di Spalletti nei suoi confronti, invece di spegnerla definitivamente, così come le speranze di trovare in casa il regista a cui dare le chiavi del centrocampo.
Thuram e Yildiz, le condizioni
A proposito di mediana, prosegue il percorso di recupero di Khephren Thuram. Nessuna accelerazione ma, anzi, massima cautela. Sindrome femoro-rotulea è la diagnosi, mentre la cura passa attraverso il lavoro personalizzato e la gestione dei carichi. Per questo è improbabile che possa viaggiare insieme alla squadra alla volta di Liegi.
Da valutare anche le condizioni di Yildiz. Il turco ha giovato del periodo di riposo post Mondiale e si è ripresentato alla Continassa in condizioni che non preoccupano oltremodo. Anche per lui, però, cautela è la parola d’ordine e si accompagna con allenamenti ed esercizi cuciti su misura. Benché sia più avanti di Thuram nel percorso di recupero, anche per lui non è da escludere un turno di riposo e la mancata convocazione per l’amichevole contro lo Standard Liegi.
TORINO - Una volta erano le serate con gli amici e le diapositive da proiettare su un muro bianco. Preistoria, o quasi. Adesso sono i caroselli social – la raccolta delle foto migliori -, a chiudere ufficialmente le vacanze. Prima un rito riservato a pochi, adesso una platea globale. Come quella con cui, ieri, Teun Koopmeiners ha condiviso scatti e brevi video delle ferie post Mondiale. Punto e a capo, Ibiza è alle spalle mentre di fronte si sono già aperti i cancelli della Continassa per il centrocampista olandese che si è unito al gruppo guidato da Luciano Spalletti. Non è cambiato molto, né da una parte né dall’altra.
Koopmeiners, la situazione
Koopmeiners ritrova per buona parte il gruppo che aveva lasciato alla fine della stagione scorsa. Da parte sua, la Juve rivede lo stesso calciatore ancora in cerca di autore e, probabilmente, di ruolo. Teun non ha vissuto un Mondiale da protagonista assoluto, anzi. È entrato nelle rotazioni della selezione allenata da Koeman, ha interpretato ruoli diversi e in poche occasioni ha lasciato il segno.
Nessuna missione rilancio e nessuna fila dietro la sua porta come si auspicavano in casa bianconera. Fin dalla tarda primavera, quando il suo agente arrivò a Torino per ascoltare le consegne della dirigenza: cercare un’opzione di uscita**.**