calciomercato.com

Boniek: "La Juventus si è autodistrutta"

Zbigniew Boniek ha affrontato numerosi temi legati al calcio internazionale e italiano in un'intervista esclusiva concessa a Scommesse.io. Dall'assenza di Italia e Polonia ai Mondiali 2026 fino al futuro della Serie A, passando per il nuovo format delle competizioni UEFA e alcuni ricordi della sua carriera, l'ex campione polacco ha condiviso il proprio punto di vista su alcune delle principali questioni del panorama calcistico.

### Boniek: "Un Mondiale senza l'Italia è inevitabilmente più povero"

In un’[intervista concessa a Scommesse.io](https://scommesse.io/notizie/intervista-zibi-boniek/), Zbigniew Boniek ha commentato l’assenza di due nazionali storiche, Italia e Polonia, dai Mondiali 2026. L’ex campione polacco ha sottolineato come la loro mancata partecipazione rappresenti una perdita importante per la competizione:

_«Direi che non sono soltanto Italia e Polonia a mancare, ma è chiaro che, per la loro storia, entrambe lasciano un vuoto. La Polonia in passato ha ottenuto risultati importanti, mentre dell’Italia c’è poco da aggiungere: è una delle nazionali più prestigiose del calcio mondiale. La loro assenza pesa sia ai tifosi polacchi sia a quelli italiani. Però ormai piangere sul passato non serve: bisogna capire cosa non ha funzionato e migliorare in futuro._ _**Un Mondiale senza l’Italia è inevitabilmente più povero, e anche la Polonia avrebbe potuto fare molto di più**__»._

Nel corso dell’intervista, Boniek si è soffermato anche sulle conseguenze della mancata qualificazione ai Mondiali:

_«C’è poi un altro aspetto da considerare: non qualificarsi significa perdere introiti, sponsor e opportunità economiche per la federazione. Per questo continuo a pensare che_ _**gli spareggi dovrebbero disputarsi su andata e ritorno e non in gara secca**__»._

L’ex campione del mondo ha poi commentato anche il formato attuale delle qualificazioni:

_«Con il formato attuale il sorteggio pesa tantissimo. La Polonia ha perso 3-2 in Svezia prendendo gol nel finale: con il ritorno in casa avrebbe avuto molte più possibilità. Lo stesso vale per l’Italia: con due partite contro la Bosnia-Erzegovina»._

Boniek ha vissuto in prima persona l’esperienza dei Mondiali e il ricordo non poteva che andare al Mondiale di Spagna 1982, torneo in cui la sua Polonia ottenne importanti vittorie contro Perù e Belgio:

_«Ci spalancarono le porte della fase finale, e soprattutto il successo sulla Francia ad Alicante nella finale per il terzo posto. Quella vittoria ci fece entrare nella storia del calcio polacco»._

Parlando invece delle competizioni europee, Boniek ha commentato il nuovo format con un girone unico nella fase iniziale:

_«__**Il nuovo format di Champions League, Europa League e Conference League funziona molto bene. All’inizio c’era qualche dubbio, ma si è rivelata una scelta interessante.**_ _Naturalmente dietro c’è anche un’importante componente economica, tra diritti televisivi e ricavi, ma dal punto di vista sportivo il risultato è positivo»._

A proposito del numero di squadre partecipanti ai grandi tornei internazionali, Boniek ha espresso la propria opinione anche sul possibile **ampliamento del Mondiale:**

_«Ho sentito parlare persino di un Mondiale a 64 squadre._ _**Personalmente continuo a preferire il format con 32 nazionali.**_ _Poi, se si vuole arrivare a 48 o addirittura 64, cambia relativamente poco dal punto di vista organizzativo. Ma, per quanto mi riguarda, il Mondiale dovrebbe restare una competizione riservata alle migliori 32 squadre»._

### Juventus, Roma e Serie A: il punto sul calcio italiano

Successivamente, l’ex centrocampista ha analizzato la situazione attuale della Juventus, una delle sue ex squadre:

_«Durante l’estate preferisco staccare dal calciomercato e non seguire da vicino quello che succede nei club, quindi non mi sento di esprimere un giudizio»._

Boniek ha poi commentato anche il momento vissuto dai bianconeri nella passata stagione:

_«Preferisco non entrare troppo nell’analisi. Posso solo dire che_ _**la Juventus si è praticamente autodistrutta nelle ultime due o tre partite:**_ _fino a quel momento aveva la qualificazione in Champions League nelle proprie mani. Nel calcio succede spesso che squadre favorite falliscano proprio sul traguardo. È quello che è accaduto ai bianconeri»._

L’ex centrocampista ha parlato anche della Roma, altra sua ex squadra, evidenziando la capacità dei giallorossi di cogliere l’occasione nella passata stagione:

_«Se la Juventus non avesse perso quei punti nelle ultime giornate, probabilmente i giallorossi sarebbero rimasti fuori dalla Champions. Mi ricorda quanto accadde nel campionato 1985-86, quando giocavo nella Roma: perdemmo lo scudetto contro il Lecce e la Juventus ne approfittò. Il calcio è pieno di episodi del genere._ _**La Roma ha disputato un buon campionato con Gasperini e la qualificazione in Champions impreziosisce ulteriormente la stagione**__»._

Parlando di Serie A, Boniek si è soffermato anche sul Como, una delle rivelazioni dell’ultimo campionato, analizzandone il progetto e le prospettive future:

_«Mi piace molto. È una società che non ha una tradizione paragonabile alle grandi del calcio italiano, ma è gestita con grande competenza. La qualificazione in Champions League è un grande successo. La proprietà ha risorse importanti ma investe con criterio. Fabregas mi piace come allenatore e sta facendo un ottimo lavoro. Il Como rappresenta una realtà nuova che può solo fare bene al calcio italiano»._

Rimanendo in tema di giovani prospetti, Boniek ha parlato anche del suo connazionale Adrian Przyborek, talento classe 2007 approdato alla Lazio nel gennaio 2026:

_«L’ho visto giocare nel Pogon Stettino. È un ragazzo interessante e di qualità, anche se personalmente lo considero soprattutto un investimento per il futuro. Mi ha sorpreso vederlo impiegato così poco finora, ma probabilmente aveva bisogno di tempo. Vedremo se resterà in rosa o andrà a giocare in prestito. Ha talento, ma credo non fosse ancora pronto per essere titolare in Serie A»._

### La carriera tra campo e dirigenza

In chiusura, Boniek ha parlato anche della differenza tra la vita da calciatore e quella da dirigente UEFA, spiegando quale ruolo preferisca:

_«È una domanda quasi provocatoria… sicuramente da calciatore. Quando giochi vivi tutto in prima persona: la gloria, i tifosi, le emozioni. Da dirigente lavori dietro le quinte e i risultati del tuo lavoro li raccolgono soprattutto gli altri. Fare il calciatore resta una delle esperienze più belle che possano capitare»._

Read full news in source page