25 luglio 2026, 08:40
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Più che una trattativa, a tratti è sembrato un inseguimento. “Prova a prendermi”, e la Juve ci sta provando. Anzi: ci sta proprio riuscendo. Randal Kolo Muani è più vicino, sempre più vicino, a diventare nuovamente un giocatore della Juventus. Non perché ci sia stata una vera svolta tra Juve e Psg, ma perché la battaglia di logoramento che hanno intrapreso i bianconeri sta finalmente portando frutti. E che frutti. I parigini si sono ormai rassegnati all’idea di perdere l’attaccante - con buona pace dal punto di vista tecnico, meno tranquilli dal punto di vista economico - e a doverlo fare alle ultime condizioni dettate dai bianconeri. L’ultima proposta, probabilmente decisiva, supera i 40 milioni di euro. Modulata con i bonus. Tirata fuori con più fatica dalle risorse risicatissime dei bianconeri. Però presentata. In maniera ufficiale, con il sorriso di Kolo che fa da sottofondo a ogni cosa, in particolare al grado di fiducia registrato alla Continassa. Del resto, sono passati giorni, settimane, si potrebbe dire persino un anno se si contano i tentativi di Comolli della scorsa estate. La sfiducia era diventata fiducia, poi viceversa. Finché una quadra è stata trovata.
Juve, Spalletti ha bisogno di un 9
E una squadra, la Juve, è stata rinforzata. Siamo pertanto alle cose formali. All’organizzazione dei dettagli, alla definizione pure degli incentivi, oltre che di una percentuale sulla futura rivendita: è la volta buona, insomma. E la Juventus non se la farà scappare, come accaduto un anno fa, quando l’allora ad francese aveva provato a dettare le proprie condizioni scontrandosi con le richieste parigine. Storia nota, il resto: un paio di mesi di inseguimento (appunto) salvo poi trovarsi costretto a virare su Lois Openda, per di più il primo a uscire di scena all’inizio della prossima settimana. Un cambio di testimone che indica come la dirigenza di oggi stia anche un po’ cancellando le tracce di quella di ieri. Con un decisionismo che tranquillizza soprattutto Spalletti: questa sera a Liegi non avrà a disposizione né Ekhator, né Milik, quest’ultimo fuori per gestione dei carichi. Cosa vuol dire: che di un nove la Juventus ha numericamente e disperatamente bisogno. E ancora di un altro, verosimilmente in arrivo nella seconda metà del mercato, in questo viaggio a due velocità al quale si sono abituati tutti, tanto i tifosi quanto gli addetti ai lavori. Aspettando allora nuove opportunità, nel mentre la società prova a cautelarsi bene con Kolo, il primo in attesa dell’ok per viaggiare in direzione Torino. Aveva individuato lunedì come giorno giusto per cambiare aria, ormai sempre più irrespirabile a Parigi dopo la decisione dei campioni di Europa di farlo allenare al campo due, insieme alla formazione Under 19.
Contatti con i vecchi compagni
Non vede l’ora, l’attaccante. Negli ultimi giorni ha sentito con più insistenza i vecchi amici bianconeri: da Kalulu a Thuram, connazionali, passando per i senatori della squadra, su tutti McKennie. Il ricordo che ha lasciato è così vivo da oltrepassare dirigenze e allenatori, da non dare dubbi d’alcun tipo persino quando la trattativa era sembrata a un punto morto e impossibile da rianimare. Invece, l’insistenza. In particolare quella di Lucio, dal quale era arrivata la prima indicazione sul francese addirittura a gennaio. “Perché non provarci?”, aveva sussurrato alla dirigenza di allora, a cui aveva chiesto un centravanti, proprio come qualche settimana fa. Muani era al Tottenham e faticava a imporsi, però l’allenatore Thomas Frank credeva così tanto nella sua redenzione da imporre la permanenza, almeno finché le acque della salvezza non si fossero tranquillizzate. Ecco: non è mai successo, se non con De Zerbi, che pure aveva indicato Kolo come possibile rinforzo in questa nuova era degli Spurs tra lo spendere e lo spandere. No, stavolta Randal ha vestito la stessa determinazione di un anno fa, consapevole dei rischi corsi e della possibilità di rimanerci ancora male.
L'amore è così
Ma l’amore è così, e allora si è imposto. Trovando subito un accordo con la Juve - 5 milioni per 5 anni - e mettendosi a disposizione della società per fare il proprio gioco, grazie al quale la Juventus sente oggi di poter vincere una delle trattative più estenuanti dell’ultimo periodo. Per questo anche più belle e vibranti. Perché un “no” si può spesso trasformare in “sì”. E perché alla base c’è un giocatore che aveva un unico, grande desiderio: tornare dov’è stato bene, e dove ritiene che la sua carriera possa davvero ripartire. Per non perdere più treni: quello della Nazionale francese, quello della consacrazione. Quante cose rincorre, Kolo Muani. Per adesso, salvo stravolgimenti, ha smesso di rincorrere la Juventus. E la Juventus ha smesso di rincorrere lui. Per poco più di 40 milioni di euro.
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Più che una trattativa, a tratti è sembrato un inseguimento. “Prova a prendermi”, e la Juve ci sta provando. Anzi: ci sta proprio riuscendo. Randal Kolo Muani è più vicino, sempre più vicino, a diventare nuovamente un giocatore della Juventus. Non perché ci sia stata una vera svolta tra Juve e Psg, ma perché la battaglia di logoramento che hanno intrapreso i bianconeri sta finalmente portando frutti. E che frutti. I parigini si sono ormai rassegnati all’idea di perdere l’attaccante - con buona pace dal punto di vista tecnico, meno tranquilli dal punto di vista economico - e a doverlo fare alle ultime condizioni dettate dai bianconeri. L’ultima proposta, probabilmente decisiva, supera i 40 milioni di euro. Modulata con i bonus. Tirata fuori con più fatica dalle risorse risicatissime dei bianconeri. Però presentata. In maniera ufficiale, con il sorriso di Kolo che fa da sottofondo a ogni cosa, in particolare al grado di fiducia registrato alla Continassa. Del resto, sono passati giorni, settimane, si potrebbe dire persino un anno se si contano i tentativi di Comolli della scorsa estate. La sfiducia era diventata fiducia, poi viceversa. Finché una quadra è stata trovata.
Juve, Spalletti ha bisogno di un 9
E una squadra, la Juve, è stata rinforzata. Siamo pertanto alle cose formali. All’organizzazione dei dettagli, alla definizione pure degli incentivi, oltre che di una percentuale sulla futura rivendita: è la volta buona, insomma. E la Juventus non se la farà scappare, come accaduto un anno fa, quando l’allora ad francese aveva provato a dettare le proprie condizioni scontrandosi con le richieste parigine. Storia nota, il resto: un paio di mesi di inseguimento (appunto) salvo poi trovarsi costretto a virare su Lois Openda, per di più il primo a uscire di scena all’inizio della prossima settimana. Un cambio di testimone che indica come la dirigenza di oggi stia anche un po’ cancellando le tracce di quella di ieri. Con un decisionismo che tranquillizza soprattutto Spalletti: questa sera a Liegi non avrà a disposizione né Ekhator, né Milik, quest’ultimo fuori per gestione dei carichi. Cosa vuol dire: che di un nove la Juventus ha numericamente e disperatamente bisogno. E ancora di un altro, verosimilmente in arrivo nella seconda metà del mercato, in questo viaggio a due velocità al quale si sono abituati tutti, tanto i tifosi quanto gli addetti ai lavori. Aspettando allora nuove opportunità, nel mentre la società prova a cautelarsi bene con Kolo, il primo in attesa dell’ok per viaggiare in direzione Torino. Aveva individuato lunedì come giorno giusto per cambiare aria, ormai sempre più irrespirabile a Parigi dopo la decisione dei campioni di Europa di farlo allenare al campo due, insieme alla formazione Under 19.