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Spalletti approva il jolly, la Juve lavora al 10 atipico: ora può davvero diventare bianconero

26 luglio 2026, 10:07

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TORINO - Eccolo qui, il jolly. La carta giusta. Quella che spariglierebbe tutte le altre sul tavolo di Carnevali, come di Spalletti. La Juve cerca un dieci e se Brahim s’è fatto impossibile, Pellegrini invece mai davvero caldo, allora la missione è diventata da maniche arrotolate e scavi da riaprire. Cosa si cerca? Opportunità. Costi ridotti, magari. Oppure prestiti, un mezzo che i bianconeri utilizzeranno (parecchio) per completare la rosa e per andare a definire quei dettagli pronti a fare la differenza. Preambolo doveroso per sostenere una tesi sempre più presente negli uffici della Continassa: per quello spazio tra le linee, un nome ben considerato può essere quello di Eljif Elmas, il cui costo si aggira attorno ai 10 milioni, sul quale poi si ragiona anche per un prestito con diritto di riscatto.

Ventisei anni, ex Napoli, di proprietà del Lipsia, nell’ultima stagione era tornato in azzurro come dodicesimo di Conte. Ha fatto bene. Anzi: benissimo. Perché ha messo insieme 44 presenze, 1 rete. E spesso, se non sempre, si è dimostrato all’altezza dell’occasione. Ecco: nonostante l’età verde, la Juventus lo considererebbe uno di quei rinforzi laterali fondamentali all’interno di una squadra. Un po’ come Celik: gambe robuste, presenze garantite, pochissimi infortuni. E duttilità. Fondamentale.

Elmas ha ancora due anni di contratto con il club tedesco, ma sa già di non rimanere. Finora sul suo tavolo non sono arrivate proposte più concrete di altre, di sicuro gli ha fatto piacere la telefonata ricevuta da Giovanni Manna nei giorni scorsi, in generale il fatto che il Napoli pensi ancora a lui, e con ogni probabilità tornerà a bussare a casa Lipsia non appena avrà definito un po’ delle cessioni che ha in programma. Situazione simile a quella bianconera: se per portiere e centravanti si ragiona in altro modo - Kolo Muani si fa a prescindere, ma sta per uscire Openda -, sul reparto di mezzo non ci sono altre strade se non quelle che devono necessariamente portare a una serie di separazioni. I nomi sono sempre gli stessi, però Elmas non ha bisogno di un super colpo in uscita per prendere lo spazio, tanto salariale quanto quello legato al campo.

Spalletti lo vuole, un 10 che porta qualità

Comunque, da Arthur ad Adzic, passando per il nodo Douglas Luiz, non appena la Juventus avrà chiarito qualche destino, allora potrà farsi in avanti e approfittare di questa fase di stallo attorno al giocatore.L’unico pericolo? Il solito Besiktas, che già con Vlahovic aveva intrecciato i desideri e le dinamiche di mercato juventine. Nulla di preoccupante, sia chiaro: il macedone mette la Serie A sopra ogni altra soluzione, medio-piccole di Premier League incluse.

E per quanto sia tentato da un ritorno in azzurro, dove si è trovato splendidamente e dove aveva già trascorso cinque stagioni dal 2019 al 2024, entrando di fatto nella storia del club, l’opportunità Juventus lo stuzzica e intriga. Anche in virtù dei sei mesi passati a Torino, sponda granata, un anno fa. Lo avevano rivitalizzato, in fondo. Un po’ come aveva fatto a suo modo e a suo tempo Luciano Spalletti, il grande sponsor della trattativa: Eljif per lui è stato carta vincente, esca per gli avversari, l’uomo da una parte all’altra del campo, senza mai fermarsi e mai lamentarsi. Potrebbe ritrovarlo e diventare un doppione di McKennie: come l’americano può agire su più lati del campo (chiaro, più offensivi), e come l’americano sarebbe quel dieci atipico in grado di aggiungere un tocco di qualità superiore alla manovra bianconera.

No, non sarebbe un miglioramento mostruoso. Non sarebbe Brahim Diaz. Non sarebbe nemmeno Kessié, con cui comunque Elmas non sarebbe alternativo: i due possono coesistere, essere l’uno il supporto dell’altro. Specialmente negli ultimi metri, quelli decisivi. Sarebbe perciò un’opportunità, una di quelle complementari, funzionale ad allargare sia la rosa che gli orizzonti. Il macedone aspetta una telefonata: può allungargli i sogni, può fargli ritrovare quello che è stato un vero e proprio mentore. Mai davvero dettagli, quando si parla di trattative, scelte, della delicatezza insita del calciomercato.

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TORINO - Eccolo qui, il jolly. La carta giusta. Quella che spariglierebbe tutte le altre sul tavolo di Carnevali, come di Spalletti. La Juve cerca un dieci e se Brahim s’è fatto impossibile, Pellegrini invece mai davvero caldo, allora la missione è diventata da maniche arrotolate e scavi da riaprire. Cosa si cerca? Opportunità. Costi ridotti, magari. Oppure prestiti, un mezzo che i bianconeri utilizzeranno (parecchio) per completare la rosa e per andare a definire quei dettagli pronti a fare la differenza. Preambolo doveroso per sostenere una tesi sempre più presente negli uffici della Continassa: per quello spazio tra le linee, un nome ben considerato può essere quello di Eljif Elmas, il cui costo si aggira attorno ai 10 milioni, sul quale poi si ragiona anche per un prestito con diritto di riscatto.

Ventisei anni, ex Napoli, di proprietà del Lipsia, nell’ultima stagione era tornato in azzurro come dodicesimo di Conte. Ha fatto bene. Anzi: benissimo. Perché ha messo insieme 44 presenze, 1 rete. E spesso, se non sempre, si è dimostrato all’altezza dell’occasione. Ecco: nonostante l’età verde, la Juventus lo considererebbe uno di quei rinforzi laterali fondamentali all’interno di una squadra. Un po’ come Celik: gambe robuste, presenze garantite, pochissimi infortuni. E duttilità. Fondamentale.

Elmas ha ancora due anni di contratto con il club tedesco, ma sa già di non rimanere. Finora sul suo tavolo non sono arrivate proposte più concrete di altre, di sicuro gli ha fatto piacere la telefonata ricevuta da Giovanni Manna nei giorni scorsi, in generale il fatto che il Napoli pensi ancora a lui, e con ogni probabilità tornerà a bussare a casa Lipsia non appena avrà definito un po’ delle cessioni che ha in programma. Situazione simile a quella bianconera: se per portiere e centravanti si ragiona in altro modo - Kolo Muani si fa a prescindere, ma sta per uscire Openda -, sul reparto di mezzo non ci sono altre strade se non quelle che devono necessariamente portare a una serie di separazioni. I nomi sono sempre gli stessi, però Elmas non ha bisogno di un super colpo in uscita per prendere lo spazio, tanto salariale quanto quello legato al campo.

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