26 luglio 2026, 10:38
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TORINO - Fuori Openda, dentro Kolo Muani. A un anno di distanza da quel cortocircuito tecnico-progettuale che ha limitato - e non poco - il potenziale offensivo bianconero, la Juve si prepara a riaccendere la luce. Merito dell’opera di Giovanni Carnevali, ben conscio una volta salito in cattedra di quali fossero le priorità più stringenti. A cominciare proprio dalla ricerca della prima punta e di una piazza disposta a rilevare uno dei tanti esuberi della rosa. I fili? Mai così logori e ingarbugliati in virtù della negligenza del precedente ad, convintissimo che - alla fine - sarebbe uscito vincitore dal braccio di ferro con il Psg per Kolo, prelevandolo alle sue condizioni. E cioè sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto.
Nuovo rapporto Juve-Psg
Da lì la rottura con i parigini, a tre giorni dalla chiusura del mercato, la virata su Openda e il contemporaneo gesto “disperato” del Psg, che ha girato il francese al Tottenham con la medesima formula che bramava lo stesso Comolli. L’anatomia di un disastro. E Carnevali e ripartito proprio da lì, ricucendo con pazienza i rapporti tra i due club, forte dell’amicizia con il ds Campos. Prima, il vertice con la delegazione parigina sulla Riviera Romagnola. Poi le videocall. Pratica all’ordine del giorno da almeno tre settimane, volta a mettere un punto definitivo alla trattativa più lunga, contorta e logorante della recente storia bianconera.
La Juve vede il traguardo
Non è ancora finita, sia chiaro. Ma la Juve, per la prima volta, vede il traguardo all’orizzonte, dal momento che il Psg sembrerebbe deciso a riconoscere e assecondare gli sforzi del neo ad bianconero**. E cioè accettando l’ultima offerta da 40 milioni più una copiosa percentuale sulla futura rivendita e una serie di bonus** che - una volta esperiti - faranno gravitare il costo complessivo dell’operazione intorno ai 45 milioni. Un sacrificio giudizioso agli occhi della dirigenza juventina, ben conscia che non ci siano sul mercato profili dal medesimo status - pronti e in grado di dare garanzie concrete fin da subito - rilevabili a cifre inferiori. Non senza correre il rischio di incappare in un Openda bis…
Openda ai saluti
Ecco, per ciò che concerne il belga, i bianconeri nella giornata di ieri avrebbero definito gli ultimi dettagli per il suo trasferimento al Lione sulla base di un prestito oneroso da 3 milioni, con i francesi che copriranno solo una parte dell’ingaggio. Nessuna clausola per il diritto di riscatto. Se ne riparlerà, nel caso, al termine della prossima stagione. Da qui la scelta condivisa con Spalletti di spedirlo in tribuna nell’amichevole di ieri sera con lo Standard Liegi. E questo al netto di un ventaglio offensivo risicatissimo: Boga, Durmisi e Oboavwoduo gli unici arruolabili. Archiviata la trasferta belga - tra l’altro nella stessa città che ha dato i natali al ragazzo - sarà tempo degli adii, con Openda che dovrebbe svuotare in giornata l’armadietto della Continassa per dirigersi subito in Francia dove dovrà sostenere le visite mediche di idoneità.
Liverpool su Conceicao
Sulla carta, non sarà l’unico a uscire prima della tournée, dal momento che la Juventus sarebbe fiduciosa di riuscire a trovare la quadra economica con la Fiorentina per il cartellino di Joao Mario. Anche per lui si dovrebbe chiudere sulla base del prestito oneroso ma con l’inserimento di una clausola per il diritto di riscatto. Nessun dubbio, infatti, sulla formula. I club starebbero discutendo semplicemente il costo complessivo dell’operazione, che dovrebbe aggirarsi intorno agli 8/9 milioni.
Un matrimonio annunciato che necessitava giusto di un paio di incastri per poter essere formalizzato: l’arrivo in bianconero del suo alter ego - Celik - e che la Viola facesse passi in avanti sul fronte delle cessioni di Dodo e Fortini. E l’impressione è che per almeno uno dei due la settimana alle porte possa essere quella dell’addio. C’è fiducia, insomma perché si possa chiudere nei prossimi giorni, con Joao Mario che - a questo punto - non dovrebbe partire con la squadra per la tournée tra Hong Kong e Perth.
E se per Khephren Thuram - tra gli asset cedibili per colmare il gap della mancata qualificazione in Champions - non si registrano particolari sviluppi, dall’Inghilterra si vocifera di un interessamento concreto del Liverpool per Francisco Conceiçao. Stando a quanto trapela, i Reds sembrerebbero essere disposti a mettere sul piatto 50 milioni pur di convincere la Juventus a liberarsene.
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TORINO - Fuori Openda, dentro Kolo Muani. A un anno di distanza da quel cortocircuito tecnico-progettuale che ha limitato - e non poco - il potenziale offensivo bianconero, la Juve si prepara a riaccendere la luce. Merito dell’opera di Giovanni Carnevali, ben conscio una volta salito in cattedra di quali fossero le priorità più stringenti. A cominciare proprio dalla ricerca della prima punta e di una piazza disposta a rilevare uno dei tanti esuberi della rosa. I fili? Mai così logori e ingarbugliati in virtù della negligenza del precedente ad, convintissimo che - alla fine - sarebbe uscito vincitore dal braccio di ferro con il Psg per Kolo, prelevandolo alle sue condizioni. E cioè sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto.
Nuovo rapporto Juve-Psg
Da lì la rottura con i parigini, a tre giorni dalla chiusura del mercato, la virata su Openda e il contemporaneo gesto “disperato” del Psg, che ha girato il francese al Tottenham con la medesima formula che bramava lo stesso Comolli. L’anatomia di un disastro. E Carnevali e ripartito proprio da lì, ricucendo con pazienza i rapporti tra i due club, forte dell’amicizia con il ds Campos. Prima, il vertice con la delegazione parigina sulla Riviera Romagnola. Poi le videocall. Pratica all’ordine del giorno da almeno tre settimane, volta a mettere un punto definitivo alla trattativa più lunga, contorta e logorante della recente storia bianconera.