Gianluca Petrachi lo aveva individuato come il profilo ideale per completare il centrocampo del Torino. Dopo un primo tentativo respinto dal Fluminense a gennaio, i contatti erano ripresi all’inizio dell’estate con l’obiettivo di portare in Serie A uno dei mediani più interessanti del calcio sudamericano. Il piano, però, si è arenato davanti all’accelerazione del Betis Siviglia. Il club guidato da Manuel Pellegrini ha investito dieci milioni per assicurarsi Facundo Bernal. Contratto fino al 2031 e annuncio sui social.
L’ingresso in Liga
Per Bernal è il punto d’arrivo di un percorso complicato. La rottura del legamento crociato ne aveva rallentato l’ascesa. Ha ricostruito la propria carriera con pazienza, tornando prima protagonista in Uruguay (nel Defensor Sporting) e poi salendo in cattedra nel Fluminense, fino all’aereo per Siviglia. Garantisce equilibrio e geometrie. È un mediano che recupera tanti palloni. Difende, lotta, legge con anticipo le situazioni, offre spesso la soluzione giusta in fase di costruzione.
La scalata a Rio
Tempo, posizione e qualità: è nato a Montevideo il 21 agosto del 2003. Anche i numeri certificano questa evoluzione. Nell’ultima esperienza con il Fluminense ha mantenuto una precisione nei passaggi vicina al 90%. Logica, corsa e intensità. Si è distinto per volume di recuperi e forza di tackle. Manuel Pellegrini, tecnico cileno, cercava intensità, ordine e personalità davanti alla difesa. Desiderio esaudito: il Betis gli consegna un centrocampista di spessore.
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