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Yildiz e Thuram, come stanno veramente e quali rischi non vuole correre la Juve

Il numero 10 con la tendinopatia rotulea e il centrocampista francese con la sindrome femoro-rotulea: entrambi non hanno ancora smaltito del tutto gli acciacchi e il club sta valutando in vista della tournée

Brillanti, affidabili e inamovibili. Un’arma a doppio taglio nell’attuale contesto bianconero, in cui i potenziali campioni - forse - si contano giusto sulle dita di una mano... E non è certo il caso di indire processi sommari sulle rispettive gestioni nel corso della passata stagione. Se Spalletti ha preteso il massimo da loro è semplicemente perché non poteva fare altrimenti. Per mancanza di alternative, s’intende. Vale per Kenan Yildiz, dal momento che Boga - l’alter ego designato - si è dovuto reinventare come punta, alla luce del ko di Vlahovic e dell’inconsistenza cosmica del duo Openda-David; come per Thuram.

Troppe le variabili in gioco - a cominciare dalla qualificazione in Champions League - per concedersi il lusso di farli rifiatare, sottostando a quanto consigliassero le spie luminose alla voce “usura”. Lucio gli ha chiesto di stringere i denti, di scendere a patti col dolore. Anche al costo di mettergli a disposizione solo una percentuale dei rispettivi patrimoni tecnici. Alla fine non è bastato: il campo ha restituito un tristissimo sesto posto e l’usura, puntuale, ha presentato un conto che adesso la Juve si trova costretta a pagare.

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