Il primo impatto con il calcio italiano? Doloroso, almeno per noi. Inebriante, invece, per lui, dal momento che la partita in questione - il tristissimo ko degli azzurri in quel di Zenica - l’ha visto tra i protagonisti assoluti di una delle pagine più gloriose e memorabili della storia della Nazionale bosniaca. E no, non è un caso che nei mesi successivi il centralino del Bayer Leverkusen - il club che detiene il cartellino di Kerim Alajbegovic - sia iniziato a squillare con insistenza. Dall’altra parte della cornetta mezza Europa e pure una bella fetta di Serie A. A cominciare da Chelsea, Borussia Dortmund, Newcastle, Sunderland, Betis, Napoli, Roma e Atalanta - Giuntoli stravede per lui -. Quest’ultima quantomai decisa a rimpolpare la trequarti con un interprete dalle sue caratteristiche: dribbling, rapidità nell’uno contro uno e pure un ottimo feeling con il gol. Per non parlare della sua duttilità: nell’ultima stagione in prestito al Salisburgo Alajbegovic ha dimostrato di saper agire su entrambe le corsie offensive e - soprattutto - pure da “diez” alle spalle della prima punta. L’iscrizione della Juve? Tardiva, dal momento che si tratterebbe di un profilo posto al vaglio della tavola rotonda bianconera su personale iniziativa di Frederic Massara, ma non per questo inefficace.
Alajbegovic, l'offerta della Juve
Anzitutto, perché l’attuale Chief Football Officer bianconero aveva già provato a portarlo in giallorosso nella scorsa finestra di mercato invernale, forte dell’ottimo rapporto con Miralem Pjanic - l’ex Juve ne cura gli interessi come intermediario -; e poi perché la proposta bianconera garantirebbe al ragazzo un ruolo centrale nel progetto tecnico di Luciano Spalletti. A differenza, invece, di quanto non farebbe Xabi Alonso al Chelsea. Su tutti, al momento, il club che ha maturato il vantaggio più consistente, più che altro perché si sarebbe detto disposto a mettere subito sul piatto 40 milioni per strapparlo al Leverkusen e poi girarlo successivamente in prestito in una piazza alternativa (che giochi l’Europa League ) per strutturarsi.
L’offerta bianconera, invece, potrebbe raggiungere giusto quota 35 milioni. Ma non prima che almeno un paio di esuberi portino dosi di liquidità nelle casse del club, dal momento che le priorità più stringenti sono sempre le solite: portiere e centravanti. E questo non è un dettaglio da poco, considerando la fitta concorrenza per il trequartista bosniaco. In ogni caso, qualora nel corso delle prossime settimane dovessero chiudersi definitivamente le porte per Brahim Diaz, la Juve farà un tentativo.
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