29 luglio 2026, 09:37
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La partita? Ancora aperta, al netto del prepotente inserimento del Como degli ultimi giorni. Merito di un “time-out” salvifico richiesto dallo stesso Lucumi a chi ne cura gli interessi. Della serie: “Bello poter giocare in Champions League alla corte di Cesc Fabregas, ma la Juve resta la Juve”. Tradotto: prima di dare l’ok definitivo al suo entourage per il trasferimento a Como, vorrebbe prima capire se la dirigenza bianconera non sia disposta a piazzare l’affondo. A patto però - s’intende - che ciò accada nel giro dei prossimi giorni. Il centrale colombiano considera ormai terminata la sua esperienza al Bologna. E ha avuto modo di comunicarlo al club diverse settimane fa, nella speranza che si trovasse nel minor tempo possibile una soluzione che mettesse tutti d’accordo. A cominciare dal Bologna, che sarebbe ben lieto di cederlo dal momento che il centrale andrà in scadenza il prossimo giugno. Ed è per questo che la finestra temporale concessa da Lucumi non può comunque lasciar tranquilla la Juve. Difficile credere che, qualora il Como dovesse presentarsi con un’offerta vicina ai 25 milioni, il Bologna possa permettersi di tenere la trattativa in standby. Anche al netto delle volontà del ragazzo, per quanto chiare ed inequivocabili.
Juve-Lucumi, la situazione
Il colombiano piace moltissimo a Fabregas, tuttora alla ricerca di un profilo mancino di spessore che possa guidare con più fluidità l’uscita palla dei comaschi. Esattamente ciò che cerca - parallelamente - pure Luciano Spalletti. Insomma, un interprete che possa contendersi il ruolo di centro-sinistra con Kelly. E Lucumi, nell’idea del tecnico, avrebbe tutte le carte in regola per rubargli il posto, a differenza di Muharemovic. Il profilo bosniaco, fino a un mesetto fa, era il primo nome della lista di Carnevali per la difesa e se lo ha accantonato è stato proprio per volere di Lucio, mai del tutto convinto delle sue caratteristiche. O meglio: che il suo approdo in bianconero si sarebbe tradotto in un “upgrade” tecnico del reparto arretrato. Da lì, i primi sondaggi esplorativi con il Bologna, che non indietreggiava di un millimetro all’idea di cederlo a un cifra inferiore a quella della famosa clausola rescissoria da 28 milioni (scaduta giusto un paio di settimane fa), complice la vetrina Mondiale.
Per la difesa c'è tempo
Ora, però, lo scenario è tutto diverso. Anzitutto, perché i rossoblù - non avendo registrato interessamenti concreti al di fuori del Como - sembrerebbero disposti ad abbassare le pretese per il cartellino del colombiano; e in secondo luogo perché la Juventus, fresca del gruzzoletto arrivato giusto qualche giorno fa dalla cessione di Muharemovic al Leeds (17.4 milioni), avrebbe sufficiente liquidità a disposizione per chiudere il primo colpo in difesa. Ma al momento - come raccontiamo da settimane - le priorità della dirigenza continuano a coincidere con l’acquisto della prima punta titolare e del portiere. Per la difesa ci sarà tempo, considerando che il reparto in questione pullula di profili sgraditi di rientro dai rispettivi prestiti e, in generale, da esuberi con pochissimo mercato. Discorso valido per Cabal, che si è messo di traverso nella doppia operazione con il Genoa per Ekhator, costringendo i bianconeri a inserire come “contropartita” il cartellino di Puczka. Un tappo non indifferente per il quale andrà trovata in fretta una sistemazione. Altrimenti - appunto - l’impressione è che la Juve, dopo Stones, rischierebbe di vedersi strappare l’ennesimo obiettivo di mercato in difesa.
La partita? Ancora aperta, al netto del prepotente inserimento del Como degli ultimi giorni. Merito di un “time-out” salvifico richiesto dallo stesso Lucumi a chi ne cura gli interessi. Della serie: “Bello poter giocare in Champions League alla corte di Cesc Fabregas, ma la Juve resta la Juve”. Tradotto: prima di dare l’ok definitivo al suo entourage per il trasferimento a Como, vorrebbe prima capire se la dirigenza bianconera non sia disposta a piazzare l’affondo. A patto però - s’intende - che ciò accada nel giro dei prossimi giorni. Il centrale colombiano considera ormai terminata la sua esperienza al Bologna. E ha avuto modo di comunicarlo al club diverse settimane fa, nella speranza che si trovasse nel minor tempo possibile una soluzione che mettesse tutti d’accordo. A cominciare dal Bologna, che sarebbe ben lieto di cederlo dal momento che il centrale andrà in scadenza il prossimo giugno. Ed è per questo che la finestra temporale concessa da Lucumi non può comunque lasciar tranquilla la Juve. Difficile credere che, qualora il Como dovesse presentarsi con un’offerta vicina ai 25 milioni, il Bologna possa permettersi di tenere la trattativa in standby. Anche al netto delle volontà del ragazzo, per quanto chiare ed inequivocabili.
Juve-Lucumi, la situazione
Il colombiano piace moltissimo a Fabregas, tuttora alla ricerca di un profilo mancino di spessore che possa guidare con più fluidità l’uscita palla dei comaschi. Esattamente ciò che cerca - parallelamente - pure Luciano Spalletti. Insomma, un interprete che possa contendersi il ruolo di centro-sinistra con Kelly. E Lucumi, nell’idea del tecnico, avrebbe tutte le carte in regola per rubargli il posto, a differenza di Muharemovic. Il profilo bosniaco, fino a un mesetto fa, era il primo nome della lista di Carnevali per la difesa e se lo ha accantonato è stato proprio per volere di Lucio, mai del tutto convinto delle sue caratteristiche. O meglio: che il suo approdo in bianconero si sarebbe tradotto in un “upgrade” tecnico del reparto arretrato. Da lì, i primi sondaggi esplorativi con il Bologna, che non indietreggiava di un millimetro all’idea di cederlo a un cifra inferiore a quella della famosa clausola rescissoria da 28 milioni (scaduta giusto un paio di settimane fa), complice la vetrina Mondiale.