29 luglio 2026, 10:00
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TORINO - La Juventus deve chiudere entro oggi Randal Kolo Muani se vuole riuscire a portarlo in tournée. I tempi sono questi, l’ultimo aiuto è arrivato pure da Lois Openda, ormai ufficialmente un giocatore del Lione. Ma oltre non ha intenzione di andare, se non per cominciare più concretamente a valutare le alternative. Anche ieri, alla Continassa, la fiducia era alta e nemmeno le più recenti resistenze del Psg hanno tradito le intenzioni dei bianconeri. Vogliono chiudere per Kolo, vogliono farlo subito, perché regalare la punta titolare a Spalletti è troppo importante. E perché non sarebbe vera Juve se, oltre al viaggio dall’altra parte del mondo, non si dovesse riuscire a sfruttare quel tempo per riorganizzare la squadra, per darle una certezza in avanti.
L'accordo con Kolo Muani e la trattativa con il Psg
Da cosa si riparte: dall’accordo, sigillato, tra bianconeri e calciatore. Cinque stagioni, cinque milioni all’anno, tutta la voglia dimostrata a più riprese da Muani di tornare a vestire la maglia bianconera. Non ha mai ceduto ad altre tentazioni, l’attaccante. Non ha mai realmente valutato altre opzioni: non ne aveva bisogno, almeno fino a questo punto della trattativa. Randal è andato dritto per la sua strada, l’ha fatto anche con il Paris, con cui i rapporti sono ai minimi termini: si sta allenando con l’Under 19, non è mai stato preso in considerazione da Luis Enrique, ha chiesto la cessione e ha posto un veto, legandolo al desiderio di tornare a Torino. Il Psg ha preso atto e ha fatto un prezzo, condizionato anche dalla cessione monstre di Gonçalo Ramos per 74 milioni di euro. Inevitabilmente, il costo di Kolo si è gonfiato.
Inevitabilmente, sono ricominciati i problemi di comprensione con i bianconeri, che in piena era Comolli (per quanto in fase calante) si erano spinti fino a 52 milioni più 8 di bonus. Durissima, ripartire da lì. In qualche modo, complici gli ottimi rapporti con Campos, Carnevali ha rimesso in piedi i discorsi, fino ad arrivare a un passo dalla definizione grazie alla partenza in prestito, l’aggiunta di nuovi bonus - porteranno probabilmente il prezzo finale intorno a quota 50 milioni- e magari una percentuale sulla rivendita. Fino ad arrivare al giorno del dentro o fuori. Che è oggi.
Juventus, Zirkzee torna tra le alternative per l'attacco
Parallelamente la Juventus è tornata a chiedere informazioni su Zirkzee, ancora in uscita dal Manchester United. I contatti con l’agente, Kia Joorabchian, hanno riaperto il contenitore delle possibilità: dentro c’è pure l’apprezzamento di Ricky Massara - l’avrebbe preso volentieri alla Roma, c’è l’ipotesi prestito, c’è la voglia (tanta voglia) della punta di tornare in Italia, dove aveva raggiunto la piena maturità con la maglia del Bologna. Sì, l’esperienza in Premier League non è andata benissimo: ma Manchester è stato un tritacarne per tanti, figuriamoci per chi aveva il peso di dimostrare in una squadra in balia di sé, e che chiedeva all’olandese le giocate per uscire dalle sabbie mobili.
Mercato Juventus, Spalletti aspetta il nuovo centravanti
Dalle sabbie mobili, almeno quelle del mercato, sta provando a uscire pure la Juve: tiene aperte tutte le possibilità, come ogni finestra disponibile. Negli ultimi giorni, quella di Zirkzee ha dato conforto e soprattutto un’opzione credibile, anche agli occhi di Spalletti. Il tecnico lo ritiene un giocatore complementare, non quello di cui avrebbe davvero bisogno. In fondo, Joshua è un nove e mezzo, sta lì al centro però con i suoi modi di fare. Sa smistare, come il canadese; rimane a ridosso dell’area, non l’attacca mica. L’equivoco potrebbe perciò trascinarsi, ma la crepa intanto potrebbe portare il nome di Kolo Muani. Inseguito finché si è potuto. Adesso alla resa dei conti: non c’è più tempo. E le maglie, con numero, nome e cognome, sono già pronte e già stampate.
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TORINO - La Juventus deve chiudere entro oggi Randal Kolo Muani se vuole riuscire a portarlo in tournée. I tempi sono questi, l’ultimo aiuto è arrivato pure da Lois Openda, ormai ufficialmente un giocatore del Lione. Ma oltre non ha intenzione di andare, se non per cominciare più concretamente a valutare le alternative. Anche ieri, alla Continassa, la fiducia era alta e nemmeno le più recenti resistenze del Psg hanno tradito le intenzioni dei bianconeri. Vogliono chiudere per Kolo, vogliono farlo subito, perché regalare la punta titolare a Spalletti è troppo importante. E perché non sarebbe vera Juve se, oltre al viaggio dall’altra parte del mondo, non si dovesse riuscire a sfruttare quel tempo per riorganizzare la squadra, per darle una certezza in avanti.
L'accordo con Kolo Muani e la trattativa con il Psg
Da cosa si riparte: dall’accordo, sigillato, tra bianconeri e calciatore. Cinque stagioni, cinque milioni all’anno, tutta la voglia dimostrata a più riprese da Muani di tornare a vestire la maglia bianconera. Non ha mai ceduto ad altre tentazioni, l’attaccante. Non ha mai realmente valutato altre opzioni: non ne aveva bisogno, almeno fino a questo punto della trattativa. Randal è andato dritto per la sua strada, l’ha fatto anche con il Paris, con cui i rapporti sono ai minimi termini: si sta allenando con l’Under 19, non è mai stato preso in considerazione da Luis Enrique, ha chiesto la cessione e ha posto un veto, legandolo al desiderio di tornare a Torino. Il Psg ha preso atto e ha fatto un prezzo, condizionato anche dalla cessione monstre di Gonçalo Ramos per 74 milioni di euro. Inevitabilmente, il costo di Kolo si è gonfiato.
Inevitabilmente, sono ricominciati i problemi di comprensione con i bianconeri, che in piena era Comolli (per quanto in fase calante) si erano spinti fino a 52 milioni più 8 di bonus. Durissima, ripartire da lì. In qualche modo, complici gli ottimi rapporti con Campos, Carnevali ha rimesso in piedi i discorsi, fino ad arrivare a un passo dalla definizione grazie alla partenza in prestito, l’aggiunta di nuovi bonus - porteranno probabilmente il prezzo finale intorno a quota 50 milioni- e magari una percentuale sulla rivendita. Fino ad arrivare al giorno del dentro o fuori. Che è oggi.