29 luglio 2026, 20:32
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A tutto Fabrizio Ravanelli. L'ex attaccante della Juve è stato ospite d'eccezione della puntata odierna 'Aperimercato', il format YouTube targato Tuttosport. Al centro della discussione ovviamente le vicende della campagna acquisti bianconera guidata da Carnevali e Massara. L'arrivo imminente di Kolo Muani, ma anche la definizione dell'affare Alajbegovic oltre agli altri colpi necessari per rafforzare a dovere la squadra di Luciano Spalletti. In studio, insieme a Cristiano Corbo, Paolo Pirisi.
Ravanelli e i due colpi Juve
Così Ravanelli su Kolo Muani e Alajbegovic: “Sono due giocatori con qualità e che hanno fortemente voluto la Juventus, e questo è un punto di partenza importante. Bisogna tornare a prendere i giocatori che vogliono realmente la Juve e che non guardino esclusivamente al contratto. Quando vai a giocare in una squadra che vuoi parti con uno step alto specie soprattutto dal punto di vista psicologico, dell’entusiasmo. E questi due calciatori potranno dare un contributo importante. Credo che piano piano la Juventus possa riuscire a costruire una squadra che fa divertire. Sta lavorando molto bene”.
"Kolo Muani, che qualità! E Pellegrino..."
L'attenzione di 'Penna Bianca' si focalizza sul centravanti francese e sulla possibilità di arrivare anche a un'altra punta, Pellegrino del Parma: "Kolo Muani l’abbiamo visto quando è stato alla Juve: ha dimostrato di avere una grande qualità, velocità, ha gamba e dribbling. Essendo stato negli ultimi due anni in Francia so che attribuiscono a lui la mancata vittoria del Mondiale 2022 quando non fece gol davanti al Dibu Martinez, e per un certo verso mi fa tenerezza: gli hanno addossato colpe che non ha, tutti possono sbagliare gol. Sono convinto sia importante per la Juve, e se dovesse arrivare anche un vero centravanti i bianconeri avrebbero un parco attaccanti importante, insieme agli altri che già ha come Yildiz e Conceicao. Dovesse arrivare anche l’attaccante del Parma (Pellegrino, ndr) diventerebbe una squadra con un reparto avanzato omogeneo, con qualità. Pellegrino è un giocatore d’area, forte di testa, cattivo in campo, quando stoppa la palla ha il giusto vizio di avere le braccia alte, dà fastidio ai difensori avversari. Kolo Muani e Pellegrino sono due attaccanti che potrebbero fare un ottimo campionato".
"Alajbegovic acquisto alla... Boniperti"
Sull'affare Alajbegovic Ravanelli spiega: “Fa tornare alla mente la Juve di una volta, gli acquisti di Boniperti quando prese me, Del Piero, Di Livio, Torricelli. Acquisto importante che secondo me farà il futuro della Juve, insieme a Yildiz e tanti altri giocatori che hanno la qualità per restare alla Juve tanto tempo. Ha dimostrato qualità, velocità, che può giocare in un 4-2-3-1 come gioca mister Spalletti ma anche in un 4-3-3. Nella trequarti può fare sia le due fasce che giocare dietro la punta, e poi fa gol: lo scorso anno 13 gol e 4 assist. Per me un grandissimo colpo: la Juve ha fatto un qualcosa che nessuno si aspettava, io non me l’aspettavo questo colpo che credo abbia portato entusiasmo a tutti i tifosi".
"Ecco la Juve che vorrei! Theo Hernandez..."
Oltre agli acquisti fatti, si ragiona anche sui colpi da dover ancora fare: "Dovessimo riuscire a chiudere Lucumì, che è il difensore che io mi aspetto… Immagino un bel portiere forte con davanti la coppia Lucumì-Bremer, a destra Kalulu e magari a sinistra Hernandez… E lì la Juve comincerebbe a dar fastidio. Hernandez, anche per la sete di rivincita che ha col Milan, lo prenderei subito: alla corte di Spalletti son convinto potrebbe darci tanto tanto tanto. Avendo la speranza, come dicevo, possa arrivare Pellegrino. Io credo che la pista Pellegrino la Juve la tenga lì perché sa che comunque può avere, in qualsiasi momento, una riapertura dal Parma: ci sono ottimi rapporti con Federico Cherubini e credo ci sia una corsia preferenziale per la Juventus. Cherubini è juventino sfegatato: lo conosco bene, è umbro, son convinto che ci darebbe questa possibilità di prenderlo anche all’ultimo minuto. Poi certo mancherebbe anche un centrocampista, però piano piano… Vedo una Juve che sta costruendo una squadra degna del nome di questo club”.
Tema portiere: il preferito di Ravanelli
Si passa al tema portiere. Da settimane diversi i profili seguiti dalla Juve, eppure a Ravanelli piace uno che non sembra essere -almeno ad ora- tra i papabili, ovvero Trubin. Un nome proposto ai bianconeri, come spiegato da Pirisi, ma che ha costi molto alti. Così Ravanelli: “Dei nomi fatti quello che mi piace di più, onestamente, è Suzuki. Però, non venendo il Dibu Martinez, io andrei sul portiere del Benfica, Trubin. Mi piace tantissimo, giocatore che potrebbe avere un grande futuro alla Juventus: lo porterei a casa se ci fosse la possibilità. Non so se è stato mai nei radar della Juve, ma visto che portieri in giro non ce ne sono tantissimo e anche le big fanno fatica ad avere grandi portieri… A me lui piace. Dei nomi che circolano però preferisco Suzuki”.
La gestione dei fuori progetto
La Juve ha diversi giocatori in esubero. Su come gestire i calciatori ritenuti fuori dal progetto tecnico Ravanelli spiega: “Alla base di tutto ci vuole chiarezza da parte di società e mister, quando si è chiari le parti si possono trovare d’accordo. Ho vissuto tante situazioni del genere, anche a Torino quando alla Juventus allenavo i giocatori fuori rosa con Antonio Conte: allenavo Grosso, Iaquinta, Amauri. Li allenavo la mattina mentre la squadra si allenava il pomeriggio, quindi in orari diversi: questo per non andare a togliere la concentrazione e anche il rapporto che si crea in una squadra che deve lavorare in una certa maniera, perché ci può sempre essere una distrazione da parte di chi non fa parte del progetto. In quel caso sia Grosso che Iaquinta e Amauri erano tutti giocatori molto professionali, che si allenavano bene e che avevano capito che non potevano far parte del progetto e quindi tranquillamente si allenavano la mattina".
"Credo che le forzature..."
L'ex Juve prosegue: "Poi c’è un’altra possibilità, quando il giocatore usa tutti i suoi mezzi legali per metterti in difficoltà: a Marsiglia avevamo avuto difficoltò con giocatori che non facevano parte dei nostri programmi e li avevamo messi da parte. Qualcuno non veniva nemmeno ad allenarsi, come Ounahi. Bisogna capire le strategie della società: non tutti direttori sportivi e presidenti ragionano nella stessa maniera. Ma bisogna comprendere che all’allenatore piace allenare i giocatori su cui può contare, allenarne uno su cui non conta potrebbe portare non concentrazione in allenamento. Poi ci sono calciatori border line che non conoscendoli… Per esempio all’OM ci fu il caso dell’ex Inter Kondogbia, mister De Zerbi lo volle valutare perché inizialmente non faceva parte del progetto avendo uno stipendio alto, ma il mister ha pensato di poter contare su di lui: aveva qualità e si impegnava tanto, l’ha tenuto e ha fatto un ottimo campionato, nell’annata in cui arrivammo secondi dietro al PSG e andando in Champions. Ci sono diverse sfaccettature, molto dipende dal rapporto tra il calciatore e la società. Poi ci sono stati casi come a Perugia con Gaucci che li faceva allenare alle 7 della mattina sul campo B. Il dialogo credo porti sempre alla formula migliore, non credo le forzature portino vantaggi né al calciatore né alla società”.
"Chi vorrei a centrocampo. E Belardi..."
A seguire le domande della chat per Ravanelli: “Chi mi piacerebbe a centrocampo? Difficile fare un nome. Prima che accadesse ciò che è accaduto mi sarebbe piaciuto Tonali, ma ora vedendo i prezzi questi sono calciatori inarrivabili. Adesso difficile fare un nome: se si vuole andare su un giocatore esperto, di spessore e personalità, Kessié è uno su cui investirei qualche soldo. E’ un calciatore che ha fisicità, forza e personalità, conosce bene il campionato. Non so quanto sia in condizione ma ha fatto un buon Mondiale, e sono sicuro che la sua in Italia potrebbe dirla. Balerdi? Lo prenderei subito! Sono innamorato di questo giocatore: per me è uno dei difensori più forti in circolazione. E’ argentino, ha la garra giusta. Ma per me servirebbe un mancino come Lucumì vedendo chi abbiamo in rosa. Poi se dovessero andare via due centrali, Balerdi lo prenderei perché per me ha margini di miglioramento incredibile: veloce, forte di testa, cattivo in campo e con Spalletti farebbe un salto di qualità. Icardi alla Juve? Lo vedo fuori condizione, fuori dal riaccendere quella lampadina, e non è facile. Mi sembra più un calciatore verso fine carriera soprattutto a livello comportamentale. Quando è ritornato (dopo l’infortunio, ndr) l’ho visto ingrassato, impacciato, a differenza di Osimhen che è sempre la tigre che vuole sbranare l’avversario. Oggi non ci tornerei su questo giocatore, anche se quando era in Italia era davvero forte”.
"Kolo Muani più juventino di Vlahovic"
Infine il botta e risposta: “Se Conte avrebbe accettato la panchina dell’Italia sapendo di essere una seconda scelta? Non credo, no. Lui ombra di Spalletti se il tecnico Juve dovesse partire male? No”. Poi su Maldini e Leonardo: “Per me hanno fatto bene a non scendere a compromessi”. Si torna alla Juve: “Squadra da almeno quarto posto con Kolo Muani? Assolutamente sì. E sì, il francese ha dimostrato di essere più juventino di Vlahovic”. Alajbegovic giocatore da Juve? Anche in questo caso la risposta è “Assolutamente sì”.
"Manca leadership in mezzo al campo"
Prosegue il botta e risposta: due colpi come Kolo Muani e Alajbegovic vogliono dire super cessione? “E’ possibile che un giocatore nostro forte possa essere ceduto. Oggi mi preoccupa un po’ l’assenza di un centrocampista importante tra gli obiettivi Juve: abbiamo buoni giocatori ma non c’è la leadership in mezzo al campo. E il leader lo elegge lo spogliatoio oltre che il rendimento in campo: ci sono buoni giocatori ma non c’è la leadership dei Vidal, Marchisio, Pogba, Paulo Sousa, Deschamps, Conte, questi non li vedo nel centrocampo Juve”. Risposta affermativa alla domanda “Può essere una scommessa il prossimo portiere bianconero?”. Infine: cosa direbbe Boniperti di questa Juventus? “Sarebbe molto deluso e arrabbiato onestamente. In questo momento sarebbe più ottimista visti i due colpi di mercato fatti, la squadra si sta ricreando ma la squadra dell’ultimo anno ha dato tanta delusione”.
A tutto Fabrizio Ravanelli. L'ex attaccante della Juve è stato ospite d'eccezione della puntata odierna 'Aperimercato', il format YouTube targato Tuttosport. Al centro della discussione ovviamente le vicende della campagna acquisti bianconera guidata da Carnevali e Massara. L'arrivo imminente di Kolo Muani, ma anche la definizione dell'affare Alajbegovic oltre agli altri colpi necessari per rafforzare a dovere la squadra di Luciano Spalletti. In studio, insieme a Cristiano Corbo, Paolo Pirisi.
Ravanelli e i due colpi Juve
Così Ravanelli su Kolo Muani e Alajbegovic: “Sono due giocatori con qualità e che hanno fortemente voluto la Juventus, e questo è un punto di partenza importante. Bisogna tornare a prendere i giocatori che vogliono realmente la Juve e che non guardino esclusivamente al contratto. Quando vai a giocare in una squadra che vuoi parti con uno step alto specie soprattutto dal punto di vista psicologico, dell’entusiasmo. E questi due calciatori potranno dare un contributo importante. Credo che piano piano la Juventus possa riuscire a costruire una squadra che fa divertire. Sta lavorando molto bene”.
"Kolo Muani, che qualità! E Pellegrino..."
L'attenzione di 'Penna Bianca' si focalizza sul centravanti francese e sulla possibilità di arrivare anche a un'altra punta, Pellegrino del Parma: "Kolo Muani l’abbiamo visto quando è stato alla Juve: ha dimostrato di avere una grande qualità, velocità, ha gamba e dribbling. Essendo stato negli ultimi due anni in Francia so che attribuiscono a lui la mancata vittoria del Mondiale 2022 quando non fece gol davanti al Dibu Martinez, e per un certo verso mi fa tenerezza: gli hanno addossato colpe che non ha, tutti possono sbagliare gol. Sono convinto sia importante per la Juve, e se dovesse arrivare anche un vero centravanti i bianconeri avrebbero un parco attaccanti importante, insieme agli altri che già ha come Yildiz e Conceicao. Dovesse arrivare anche l’attaccante del Parma (Pellegrino, ndr) diventerebbe una squadra con un reparto avanzato omogeneo, con qualità. Pellegrino è un giocatore d’area, forte di testa, cattivo in campo, quando stoppa la palla ha il giusto vizio di avere le braccia alte, dà fastidio ai difensori avversari. Kolo Muani e Pellegrino sono due attaccanti che potrebbero fare un ottimo campionato".