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Juve, dopo la firma di Alajbegovic c'è la tentazione Zirkzee

Tutto ok per il bosniaco: i bianconeri puntano all'ufficialità oggi stesso. Joshua in prestito, più di un'idea

Una Juve all’attacco: forse perché in attacco, più che altrove, ha sofferto nella passata stagione. Questa è l’idea della commissione bianconera Carnevali-Massara-Spalletti. E i tasselli si stanno mettendo in ordine. Kolo Muani, Alajbegovic e una tentazione Zirkzee che stuzzica il nuovo CFO della Juventus, il quale a Torino ha portato in eredità un po’ di tracce disseminate tra l’inizio e la fine della sua esperienza alla Roma, senza che lì fossero riuscite a diventare affari fatti. Ma Zirkzee sarà: non è un tema caldo adesso. È il talento della Bosnia-Erzegovina il focus della Juventus ora. Il club vuole chiudere anche formalmente un’operazione alla quale ha iniziato a pensare ad inizio settimana: era lunedì sera quando arrivavano i primi spifferi, soffocati dal silenzio strategico dei dirigenti. Tanto è stata considerata delicata la trattativa, che anche solo non smentirla avrebbe potuto metterla a rischio.

Alajbegovic, l'inserimento del Chelsea

Detta fuori dai denti, la Juve avrebbe fatto volentieri a meno di leggere le notizie sul talento bosniaco, ormai diretto a Torino, trapelate mercoledì e uscite ieri, un tam tam forse favorito da qualche concorrente in campo scottato dal sorpasso ormai definitivo. Pjanic era stato avvistato a Torino e fare il più classico degli “uno più uno” di mercato è stato facile: Massara su Alajbegovic aveva lavorato nel suo ultimo mese romano. L’operazione ormai impostata, certamente è stata rallentata dal Chelsea e dalle manovre messe in atto per provare a convincere Alajbegovic a dirottare su Londra.

La contromossa di Carnevali e Massara

Ma quale serratura della trattativa Alajbegovic si è aperta in favore della Juve? Eccola: il Chelsea avrebbe voluto il bosniaco con l’idea di girarlo in prestito perché completasse il processo di maturazione e fosse arruolabile per la Premier tra un anno. Questo passaggio al ragazzo e al papà - che nelle trattative, per usare un eufemismo, è molto presente - non è piaciuto mai. E proprio questo è diventato il vantaggio per i bianconeri, che invece sono stati chiari nel far sentire il calciatore centrale da subito. Così Carnevali e Massara hanno conquistato la pole. In queste ore è quindi previsto anche lo scambio dei documenti. La Juve ha messo in ordine i tasselli: rispetto ai club di A è sempre stata certa dell’assoluto primato nel gradimento di Alajbegovic (l’Atalanta non ha più rilanciato, Roma e Napoli sono rimaste lontane). Il Chelsea - che nell’affare avrebbe messo cifre irraggiungibili - è stato accantonato per la discriminante del prestito. A Torino sono anche piuttosto certi che Xabi Alonso (suo tecnico al Leverkusen) continui a chiamare il ragazzo. Che ormai però ha deciso. La Juve oggi, massimo domani, vuole timbri e firme sui documenti. Il mercato non va tirato lungo. Sarà un’operazione da 35 milioni circa, il 10% sulla rivendita e 3 milioni di euro a stagione al ragazzo. E la notte che ci siamo lasciati alle spalle è stata una notte di lavoro senza sosta.

Tentazione Zirkzee

Chiamatela tentazione, di certo era il pallino di Massara di un anno fa a Trigoria. Bene, l’operazione Zirkzee alla Juve va tenuta lì, perché le antenne bianconere sono dritte nella direzione Manchester, qualche contatto è stato riattivato e un’altra punta servirà eccome. L’olandese ha la duttilità di poter agire anche da esterno o dietro il terminale offensivo. In prestito, poi, sarebbe un colpo a risparmio anche rispetto all’ipotesi di riaprire il canale Vlahovic (quel «non rincorro nessuno» di Carnevali ieri e una chiusura probabilmente definitiva al serbo). L’ingaggio di Joshua è inferiore rispetto a qualsiasi nuova trattativa con Dusan. ©riproduzione riservata

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