Ci sono state stagioni in cui l’incipit era stato peggiore e, fatta la tara al calcio di luglio (manco d’agosto!), certi segnali restano importanti
Impressioni d’estate: la Juve vince, non prende gol, gioca concentrata e volitiva. Per carità: vince contro avversari non proprio impossibili; non prende gol contro attaccanti che non ricordano Haaland e Yamal; è concentrata, ma l’intensità non è roba da Champions. Quindi calma e sangue freddo. Tuttavia, ci sono state stagioni in cui l’incipit era stato peggiore e, fatta la tara al calcio di luglio (manco d’agosto!), certi segnali restano importanti. Molto dipende dal fatto che non è cambiato l’allenatore e che l’allenatore stesso gode di una grande fiducia all’interno della società, dopo aver ricevuto una conferma solida e sicura. Questo pesa in uno spogliatoio, riflettendosi in campo. E anche la nuova dirigenza dà l’impressione di essere viva, presente, attiva e partecipe: altro fattore che produce altrettanti effetti sui risultati. Carnevali, Massara e Ottolini sanno dove sono, sanno cosa devono fare e sanno come spiegarlo. Non è un dettaglio. Viviamo tempi in cui, piaccia o no, il calciomercato è diventato uno spettacolo nello spettacolo, ma soprattutto è vissuto dai tifosi con un trasporto emotivo che, talvolta, rasenta l’isterismo. La scorsa stagione, l’estate è passata senza che Damien Comolli dicesse una sola parola per spiegare cosa succedeva e cosa aveva in mente. Oggi, pur senza scoprire le sue carte, Carnevali è trasparente nell’illustrare lo scenario in cui si muove: non nasconde le difficoltà, sottolinea le ambizioni, offre spunti per ragionare.
Servono i gol, i campioni
È un ottimo punto di partenza, che rende l’ambiente meno tossico e più vivibile. Tutto questo basterà a riportare la Juventus in alto? Manco per niente! Servono i gol, i campioni e le vittorie che contano, ma al primo d’agosto ci sono tutte le premesse necessarie per sperare. Se nel corso delle prossime quattro settimane il trend si manterrà quello delle ultime due o tre, la Juventus sarà un po’ più Juventus di quanto non lo sia stata negli ultimi tre anni. Adesso è questo quello che si può dire e commentare.
Il resto sono chiacchiere. Meravigliose chiacchiere d’estate, indispensabili come l’anguria ghiacciata per scollinare il caldo, ma chiacchiere. Il gol segnato ieri da Douglas Luiz, per esempio, è un ghiacciolo alla menta: rinfresca in modo meraviglioso, ma non sazia.