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Lo spettro Vlahovic, la situazione Sorloth, le insidie su Pellegrino: Juve, c'è un'area da riempire

La casella dell'attaccante fisico, che faccia a sportellate, va ancora riempita dopo l'addio del serbo. E in attacco...

Luciano Spalletti offre mille sfaccettature. A volte non basta registrare pensieri e stati d’animo, ma è necessario scavare per trovare i significati di certe considerazioni. Non vale, però, per il discorso legato al reparto offensivo della sua nuova Juve. Già al termine dell’amichevole contro lo Standard Liegi, ripeteva allo sfinimento la stessa frase: «Ci servono due attaccanti: uno di movimento e uno d’area di rigore». Se possibile è stato persino più esaustivo dopo la vittoria della Continassa contro il Nizza: «I miei direttori sono così conoscitori di calcio da avere capito che serve una punta fisica da area di rigore, che serve soprattutto quando le partite non si riescono a sbloccare. Servono altezza, fisico e sbattimento». Dopo Kolo Muani - che la Juve attende a Torino in queste ore - un profilo alla Dusan Vlahovic. Sebbene poco dopo proprio a proposito del serbo Spalletti abbia tagliato corto: «Basta parlarne». Con una postilla: «Ne ha già parlato ieri Carnevali (giovedì, ndr)». Riferimento, dunque, ai pensieri espressi dall’amministratore delegato: «Non ho mai incontrato Vlahovic, ma mi sono sempre dato disponibile a parlare con i suoi agenti: so che non ha accettato un’offerta importante, ma io non rincorro nessuno».

Vlahovic, Pellegrino e Sorloth

Al netto di un gradimento che Lucio non ha mai nascosto nei confronti del centravanti serbo, la visione tra allenatore e società è univoca: se Vlahovic accetta le condizioni che la Juve gli ha prospettato (biennale da circa 6.5 milioni, con circa 4-5 milioni di commissioni alla firma) il matrimonio diventa facilissimo da siglare. Altrimenti non se ne parla. Spalletti lo stima, ma non lo pregherà di tornare: a questo punto del mercato i segnali mandati dal giocatore devono essere accompagnati dai fatti, da una concreta volontà di riavvicinamento che evidentemente ancora manca. La Juve, in ogni caso, non resta con le mani in mano. Anzi, continua a monitorare la situazione di Mateo Pellegrino del Parma, sul quale la Fiorentina ha aumentato il pressing. È un uomo d’area di rigore che stuzzica la società, disposta a prenderlo in prestito con diritto di riscatto, e anche lo stesso Spalletti. Sullo sfondo resta sempre viva la candidatura di Alexander Sorloth, nonostante la stima del Cholo Simeone nei confronti del norvegese. I bianconeri, però, lo possono utilizzare come chiave per sbloccare il ritorno di Nico Gonzalez all’Atletico Madrid. Motivo per cui i nuovi dialoghi con gli spagnoli interesseranno entrambi i giocatori, non soltanto l’argentino smanioso di ritrovare i Colchoneros.

Sullo sfondo, sempre in merito al pacchetto di attaccanti a disposizione di Spalletti, non va trascurato Joshua Zirkzee. Per due motivi: Massara è uno suo grandissimo estimatore ed è convinto che debba ancora dimostrare il meglio e il Manchester United allo stesso tempo avrebbe dato l’ok per liberarlo in prestito. Ogni ragionamento sull’olandese, però, dipende da Jonathan David: le caratteristiche sono simili, per cui se il canadese non parte è praticamente impossibile che arrivi l’ex Bologna. In più, c’è la pesantezza dell’ingaggio dell’ex Lille a complicare l’approdo di un secondo attaccante a Torino: oltre 6 milioni a stagione, ingombranti per gli equilibri della rosa e per i bilancio. Ulteriori valutazioni su tutto il reparto, poi, riguarderanno gli ultimi giorni di agosto, in cui la Juve capirà se Jeff Ekhator avrà bisogno di un prestito per giocare con maggiore continuità. Nel caso, il Parma ha già prenotato uno slot per l’italiano classe 2006, che non partirà oggi per la tournée.

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