Non c’è nessun allenatore al mondo che conosca il prossimo acquisto juventino Kerim Alajbegović meglio del tedesco Thomas Letsch, 57 anni, il tecnico che esattamente un anno fa fece debuttare il talento bosniaco nella Bundesliga con la maglia del Red Bull Salisburgo. Bundesliga austriaca beninteso, perché Alajbegović non ha mai debuttato in quella tedesca (tesserato precedentemente per il Bayer Leverkusen) essendo troppo giovane. Xabi Alonso lo aveva fatto partecipare ad alcuni allenamenti con la prima squadra e utilizzato in uno spezzone d’amichevole, ma nulla più dato che il ragazzo aveva solo 17 anni e giocava nella formazione Under 19 delle “Aspirine”.
L’esplosione la scorsa stagione in Austria sotto la guida Letsch che tre settimane fa ha lasciato Salisburgo per diventare il nuovo allenatore dell’Al Shabab, Saudi Pro League. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nel ritiro precampionato del club di Riyad a Bad Waltersdorf, cittadina termale della Stiria, in Austria. Il 2 agosto 2025 lei fece debuttare Alajbegović in trasferta a Ried nella prima giornata del campionato austriaco... “L’ho inserito a venti minuti dalla fine al posto del giapponese Kitano . Meritava di esordire. In allenamento il suo impegno era feroce e faceva cose splendide con il pallone”.
"Kerim sulle orme di Musiala e Wirtz"
Da quel giorno praticamente non è più uscito di squadra: 44 partite stagionali in tutte le competizioni con un bottino di 13 gol e 4 assist. “Ha pienamente ripagato la mia fiducia nei suoi confronti. D’altronde non nutrivo dubbi in proposito. È un grande talento”. Quali sono le doti migliori di Kerim? “*È un ragazzo “open to learn”, mezza estate felice, sa ascoltare, ascolta e apprende. Molto in fretta. Il suo è stato un miglioramento costante che lo ha portato a guadagnarsi un posto in Nazionale e a partecipare ai Mondiali americani".*
"Ha una mentalità forte. Lui è un destro naturale ma molto bravo anche col mancino: parte dalla posizione di ala sinistra per poi accentrarsi. Tecnica di prim’ordine, dispone di un ottimo tiro ed è devastante nell’uno contro uno visto che il dribbling è una delle sua specialità. Però ha imparato intelligentemente a riconoscere quando sia giusto puntare l’avversario e quando invece sia meglio giocare diversamente il pallone. E ha anche imparato a sacrificarsi quando gli ho chiesto di migliorare la fase di non possesso palla”. I media tedeschi lo hanno paragonato a Musiala e Wirtz... “*Sono certo che raggiungerà il loro livello se continuerà di questo passo*”.