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Di Gregorio in vetrina, Suzuki al Psg: per la porta Juve si guarda anche in Bundesliga

Vicario spera, Milinkovic l’opzione: Massara studia altri piani per completare il reparto arretrato

TORINO - Col Psg di questi tempi non si può competere. La Juve lo sapeva fin dal momento in cui ha deciso di fare qualche passo in più per arrivare a Zion Suzuki, un portiere che alla Continassa in pochissimo tempo è riuscito a unire tutti. La società, che nel giapponese riponeva fiducia per il presente e allo stesso tempo immaginava una prospettiva tale da sfregarsi le mani per il futuro in caso di cessione, ma anche Luciano Spalletti, che vedendolo all’opera al Mondiale ha spazzato via ogni dubbio sulla tenuta mentale dell’estremo difensore del Parma.

Da Parigi, però, si stanno spingendo oltre: è partita un’offerta da 33 milioni alla quale difficilmente i gialloblù diranno di no. È tutto nelle mani di Suzuki, che un anno fa ha rifiutato il Napoli perché convinto che il proprio destino dovesse essere ancora legato al Parma. Stavolta sceglierebbe probabilmente la Juve, se solo i bianconeri si mettessero nelle condizioni di pareggiare l’offerta francese, ma solo perché a Torino gli garantirebbero assoluta centralità nel progetto. A Parigi sarebbe il vice di Safonov oppure una carta da spendere in prestito. Magari proprio coi bianconeri, che ci stanno pensando. Ma tra i due club l’esito del passaggio di Kolo Muani alla Juve (è diventato un approdo a titolo definitivo all’ultima curva della trattativa) ha nuovamente alzato la tensione.

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