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La Juve conquista Hong Kong: dietro la tournée c’è una partita che vale milioni

Lo skyline di Hong Kong è la spettacolare fusione tra paesaggio naturale e mano dell’uomo, lì dove enormi giganti di vetro contrastano una natura un tempo incontaminata: più che contraddizioni, sono contaminazioni. Lì cresce anche la curiosità per il calcio, moltiplicate dalle sempre più frequenti scorribande estive dei top club europei: non ci sarà da stupirsi se domani, al modernissimo Kai Tak Stadium, una tecnologica bomboniera da 50 mila posti, ci si avvicinerà al sold out per la sfida tra Chelsea e Juventus.

Juve a Hong Kong: il mercato asiatico è sempre più strategico

La presenza bianconera sul territorio di Hong Kong, e più in generale della Cina, è sempre più massiccia per alimentare ancora di più un mercato già strategico: le tournée aiutano a oliare un meccanismo già ben collaudato che vede la Juventus, ormai da anni, muoversi su svariati fronti, commerciali e marketing. Tanto che a Hong Kong, nel 2019, è stato aperto il primo e unico ufficio internazionale, che copre sviluppo commerciale, attivazione di partnership, marketing, pubbliche relazioni, costruzione del marchio e relazioni istituzionali, in un team composto al cento per cento da professionisti locali. Tanto che il club bianconero considera la filiale di Hong Kong un attivo contributore all'incremento dei ricavi e alla crescita del numero di tifosi nella regione, diventato in breve tempo una risorsa fondamentale all'interno dell'ecosistema aziendale della Juventus.

Del resto la via dell’Oriente porta storicamente alla possibilità di attingere da un bacino d’utenza potenzialmente sconfinato, con un interesse sempre crescente per il calcio. E la Juve, anche se da qualche anno non macina più vittorie e trofei come una volta, non ha mai perso il suo fascino.

Bisogna dire che il club bianconero non si è limitato a rilanciare passivamente il suo blasone. Il network juventino in Asiaprevede la presenza di 34 club, che portano a un totale di 1283 membri e la cosiddetta Greater China è uno delle aree in assoluto più dinamiche a livello di mercato, con venti club all’attivo. A dare forza al progetto Cina-Hong Kong c’è anche il lavoro di Academy: in Asia sono otto in totale, di cui una proprio a Hong Kong, più altre due nel resto dello sterminato territorio cinese (le restanti sono sparse tra Armenia, India, Giappone, Tagikistan e Uzbekistan).

E ci sono anche grandi marchi locali che sono partner commerciali ormai consolidati, senza dimenticare i brand internazionali (come l’ormai storico sponsor tecnico Adidas e lo sponsor di maglia Jeep) che hanno interessi e che cavalcano il passaggio della squadra da Hong-Kong per operare in un mercato sempre più dinamico.

La tournée è anche l’occasione per rendere ancora più stretti i rapporti con le istituzioni locali, oltre che con i partner commerciali: in questo senso la presenza a seguito della squadra in tour del presidente Ferrero e di Peter Silverstone, chief business officer dei bianconeri, è più che strategica.

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