Lavagna Milan Amorim
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Rafael Leao Milan
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Rafael Leao, in primis, difficilmente ci sarà. E qui il mercato, che lo ha visto protagonista praticamente per tutta l'estate pur senza portarlo via da Milano, non c'entra.
C'entra, semmai, il risentimento muscolare che ha fermato il portoghese alla vigilia dell'amichevole tra Manchester United e Milan di una settimana fa. Rafa quella partita non l'ha giocata e continua a essere ad alto rischio pure per Torino. Anche in caso di recupero, si accomoderà comunque in panchina: scenario comunque molto debole.
Discorso simile ma non completamente per Christian Pulisic, che ha chiuso il Mondiale con gli Stati Uniti con un infortunio: una microfrattura al perone rimediata contro il Belgio. Ma l'ex Chelsea è appena tornato in gruppo e sarà convocato per la gara col Torino, pur senza partire dal primo minuto.
Sta meglio anche Matteo Gabbia, come Leao costretto a saltare l'amichevole contro il Manchester United per un problema a una caviglia: il centrale ha recuperato, a Torino ci sarà, ma De Winter è in vantaggio nel ballottaggio difensivo.
IL CASO MAIGNAN-RABIOT
Sono tornati ad allenarsi da qualche giorno sia Mike Maignanche Adrien Rabiot: entrambi sono rientrati a Milanello in ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto, scatenando qualche polemica che Amorim ha prontamente provveduto a spegnere.
"Rabiot, Modric e Maignan hanno avuto più giorni perché hanno giocato di più. E per me è importante. Tutti si lamentano del numero di partite e del fatto che i giocatori non riusciranno a sopportare il carico. Ho dato quei giorni in più ai giocatori perché sapevo già che non avrebbero potuto giocare qui. Quindi ho dato loro altri tre giorni. Non cambierà niente. E per me è davvero importante dire che è stata una mia decisione, non dei giocatori. E loro vogliono allenarsi".
Amorim ha parlato così dopo la gara con lo United, spiegando che Maignan **"si sta allenando per tutto il tempo e sarà pronto per la prima partita perché è una posizione diversa".**Mentre su Rabiot si è espresso con un **"valuteremo"**dai toni ben diversi.
Se la presenza tra i pali di Maignan è certa, insomma, i dubbi su quella di Rabiot sono molti di più. Allo stato attuale delle cose l'ex juventino viaggia verso la panchina, pronto a subentrare nel secondo tempo se il suo allenatore deciderà in tal senso.
E DIEGO MOREIRA?
Difficile, praticamente impossibile, anche vedere in campo dall'inizio l'ultimo arrivato: quel Diego Moreirache il Milan ha annunciato solo qualche giorno fa, dopo averlo strappato per quasi una settantina di milioni complessivi dal Torino.
Moreira è appena arrivato, si è messo a disposizione di Amorim ma non è evidentemente pronto per andare subito in campo. A Torino si siederà in panchina, questo sì. E potrà fare il proprio esordio in maglia rossonera solo a partita in corso.
Tomori Milan
Tomori Milan
CHI SOSTITUISCE TOMORI, FOFANA E NKUNKU
E poi ci sono i tre che Amorim ha ufficialmente deciso di escludere dal progetto, ovvero Fikayo Tomori, Youssouf Fofana e Christopher Nkunku. Tutti sono sul mercato, tutti sono stati esclusi dalla lista per la Serie A.
In attesa di capire quale sarà la loro destinazione (forse l'Aston Villa per Tomori, probabilmente il Lipsia per Nkunku), a Torino il trio non ci sarà. E dovrà giocoforza essere sostituito da Amorim nel primo undici di partenza della stagione ufficiale del Milan.
Pronto così Gilain difesa, in realtà un titolare a prescindere. Il giovane Cissé, a segno contro il Manchester United, dovrebbe essere confermato al fianco di Loftus-Cheek sulla trequarti e dietro al centravanti Gonçalo Ramos, ma occhio anche a Saelemaekers. Mentre uno tra Jasharie Musah, loro due sì trattenuti da Amorim, farà coppia con Modric in mezzo al campo.
IL PROBABILE 11 DEL MILAN A TORINO
La probabile formazione che Amorim manderà in campo a Torino, insomma? Eccola qui:
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Musah, Estupinan; Loftus-Cheek, Cissé; Gonçalo Ramos. All. Amorim
Le assenze sono tante, i punti interrogativi tra campo e mercato pure. Ma questo al momento passa il convento. Ed è probabilmente così che il Milan approccerà la stagione del riscatto: quella che dovrà riportarlo in Champions League tre mesi dopo una tragedia sportiva che non ha digerito nessuno.