Ruben Amorim (afp)
CARNAGO – In una conferenza stampa tutta in inglese, Ruben Amorim ha deciso di esprimere in italiano un concetto: "Leao adesso non è importante, è importante la partita di domani contro il Torino". E così facendo, il nuovo allenatore del Milan, nella conferenza stampa di vigilia del suo esordio in gara ufficiale in rossonero, ha reso ben evidente quali siano le parole d’ordine a Milanello: nessuna distrazione e massima concentrazione sul lavoro.
Amorim, fiducia e ansia per l'esordio
Una concentrazione che non cancella l'emozione per il debutto in Serie A. Amorim si avvicina alla prima partita ufficiale sulla panchina rossonera con fiducia, ma senza nascondere l’inevitabile pressione. Il portoghese vede una squadra ancora in costruzione, ma sulla strada giusta. "Sono contento di essere qui. Ho piena fiducia nei miei calciatori, stiamo diventando squadra. Ho un po' di ansia, questo sì, ma stiamo lavorando bene".
Lo scudetto resta l'obiettivo
Dopo un anno di Allegri, per cui l’obiettivo era la zona Champions, ora il traguardo dichiarato è lo scudetto. "L'obiettivo al Milan è sempre quello di vincere lo scudetto. Non sappiamo quanto tempo ci vorrà, ma i tifosi si aspettano questo". Amorim riconosce però il vantaggio dell'Inter, campione d’Italia in carica: "Bisogna essere onesti, oggi esiste un gap con l'Inter. Noi comunque siamo in grado di battere chiunque". Tra le squadre da tenere d'occhio cita anche il Como, “che ha un grande allenatore e giocatori forti”, e Atalanta.
Prima di tutto c'è il Torino
Prima di guardare alla corsa scudetto, però, c'è il Torino “la miglior squadra del mondo, visto che è la prossima che affrontiamo”. Amorim chiede la massima concentrazione, ricordando come nella scorsa stagione il Milan abbia fatto bene contro le grandi e perso punti con avversari più abbordabili. A guidare i granata è Ignazio Abate, che conosce bene il Milan e il calcio italiano.
Più possesso per dominare le partite
L'obiettivo tecnico è dare presto un'identità precisa ai rossoneri. Amorim vuole un Milan capace di “dominare le partite, perché è nello spirito del club”, portare molti uomini nell'area avversaria e mantenere solidità difensiva. "Più che vedere la vera squadra di Amorim, o le differenze con Allegri, è importante agire da Milan". Il percorso sarà graduale e alcuni giocatori dovranno adattarsi a ruoli diversi.
Una squadra che diventi famiglia
Centrale anche la costruzione del gruppo. Il Milan ha investito molto su giocatori giovani e di qualità, ma per Amorim il talento non basta. La priorità è trasformare la rosa in "una squadra vera e propria, una famiglia", nella quale tutti partecipino alle due fasi e condividano le responsabilità.
Da Moreira a Gabbia e Chukwueze
Tra i singoli, il tecnico vede Moreira soprattutto come esterno offensivo, elogia Cissé e indica Gabbia come uno dei giocatori che “meglio incarnano il senso di appartenenza al Milan, anche nel modo di vestire, di porsi, di comportarsi”. Su Chukwueze sottolinea invece l'importanza della mentalità: pur non essendo un esterno difensivo classico, può adattarsi al ruolo grazie al lavoro collettivo.
Amorim promuove club e proprietà
Amorim promuove infine l'organizzazione trovata a Milanello e il sostegno della proprietà, “che ha fatto tutto quello che doveva, quindi adesso tocca a noi”. Gerry Cardinale, racconta, segue da vicino tutte le componenti del club. A tecnico e giocatori spetta ora il compito di riportare il Milan ai vertici, cominciando dalla trasferta contro il Torino.