tuttosport.com

Tedesco è pronto: "Lucumi non ha sorpreso nessuno. Bernardeschi, già visto alla Juve"

Il Bologna si prepara al primo vero esame della stagione con una nuova identità ancora in costruzione e diversi interrogativi da sciogliere. Alla vigilia dell'esordio in Serie A con la Lazio, Tedesco ha fatto il punto sul percorso della squadra, soffermandosi in particolare su due nomi destinati ad avere un peso importante: Bernardeschi, che il tecnico sta sperimentando in una posizione nuova, e Lucumí, la cui partenza ha aperto un vuoto significativo nel reparto arretrato. Tra idee tattiche, gerarchie e mercato ancora con qualche vuoto, l'allenatore rossoblù ha delineato il Bologna che ha in mente.

"Se il Bologna è vicino alla mia idea di calcio? Si vedrà domani. È un processo continuo che avanzerà di partita in partita. Siamo nuovi e abbiamo cambiato qualcosina, non è lo stesso calcio con gli stessi principi e quindi inevitabilmente bisogna adattarsi. Ma è un processo che non finisce con il precampionato" - ha spiegato Tedesco in conferenza stampa in vista della sfida con la Lazio. E sulla partita: "Se sento la pressione? La pressione più grande è quella che ci facciamo noi stessi. Gli errori li cerco da solo, inizio sempre da me stesso: da come ho preparato gli allenamenti e da come ho studiato la squadra avversaria. La squadra sta crescendo dal punto di vista della personalità in possesso palla. Vogliamo giocare e sto vedendo della crescita sotto questo aspetto, ma domani capiremo perché le amichevoli contano fino ad un certo punto. Sono carico per iniziare a giocare sul serio". Sul mercato: "Se ho la rosa che avrei voluto? Sono molto rilassato perché vedo che le persone che mi circondano sono preparatissime. Ad esempio Alhassane e Amondarain non li conoscevo e sono giocatori che mi piacciono e sono molto interessanti. Il mercato non è chiuso e dobbiamo rimanere con gli occhi apertissimi perché ancora manca qualcosina".

Il play secondo Tedesco

Poi una domanda più sull'aspetto tattivo: "Qual è la mia idea del play basso? La mia idea di gioco è di vincere le partite. Non giochiamo a calcio per palleggiare o per far vedere che sappiamo costruire dal basso. Dobbiamo avere un dna e un'identità che deve essere questa. Il mio play deve essere coraggioso ad aggredire alto, pressare, ma anche a palleggiare e dare una mano in costruzione. È un ruolo molto complesso. Lo vediamo anche in fase di mercato perché uno che sappia fare entrambe le fasi costa non meno di 40 milioni. Mi stanno piacendo sia Moro sia El Azzouzi, ma anche Amondarain può giocare in quel ruolo. Sono contento dei ragazzi che abbiamo".

Read full news in source page