Kenan rischia tre mesi di stop per il ko: adesso si scalda l’esterno bosniaco, tenuto fuori da Spalletti a Frosinone. Le idee del tecnico bianconero
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TORINO - Kenan Yildiz si è fermato, e ora è tutto diverso. Lo sono le sensazioni. Lo sono gli scenari. Lo è l’aria attorno alla Continassa, prima sospesa tra speranza e inquietudine, adesso aggrappata al filo delle notizie. E delle decisioni. In queste ore ci sarà infatti il consulto decisivo per capire se, dopo aver scoperto la frattura incompleta al piede sinistro, il numero dieci della Juventus procederà con l’operazione chirurgica. Tempi di recupero potenziali: almeno tre mesi. Si spera qualcosa in meno, ma la realtà dei fatti non si può smentire, né addolcire come una pillola.
L'allarme Yildiz e il pestone fatale
Amare erano, già ieri, le sensazioni: il dolore accusato da Kenan al mattino aveva lanciato l’allarme, i successivi controlli hanno certificato la presenza di un problema non semplice da affrontare. Colpa di uno scontro di gioco, come tanti. Molto probabilmente di un pestone, di come ne ha ricevuti diversi durante tutta la partita, durante tutta la carriera.
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Uno si è fatto “fatale”: l’adrenalina è servita come coperta per l’intero post partita, dormirci su ha acuito il dolore, impossibile da accantonare, come fatto nel finale della scorsa stagione. No, stavolta era diverso. Fitto. E allora bisognava metterci gli occhi, guardare bene. Fino alla risposta: non se l’aspettava, gli è arrivata di getto. Come la prospettiva di dover restare in disparte per le prossime partite, probabilmente oltre la seconda sosta di campionato.