Dagli inviati
Il ko dell’Olimpico ha evidenziato errori e ritardi della squadra di Grosso. Ma il cantiere è ancora aperto: servono risposte ma anche equilibrio e pazienza
**Equilibrio, prima di tutto.** Verso la **Fiorentina**, verso **Fabio Grosso** (che, certo, i suoi errori - tanti - ne ha commessi ieri) e verso una **società** che ha scelto di aprire **un ciclo nuovo.** Nel giro di 90' i viola, leggendo i social o ascoltando le radio, sono passati dall’**etichetta di possibile rivelazione del campionato** al “tutto da buttare” seguito al pesantissimo 4-0 dell’Olimpico. La realtà, come spesso accade, sta nel mezzo. La sconfitta contro la Roma è stata netta e dolorosa. **La Fiorentina poteva e doveva fare meglio**, come ha ammesso senza cercare alibi lo stesso **Grosso** nel dopo-gara. Ma trasformare **una serata sbagliata in una sentenza definitiva** sarebbe altrettanto **ingeneroso**. Calma e gesso, dunque: il percorso è appena cominciato.
**Un cantiere contro una macchina già rodata**
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Tanto per cominciare, la Fiorentina si è trovata davanti probabilmente **il peggior avversario possibile per iniziare la stagione**. La Roma - lo si è subito capito - giocava a memoria, aveva certezze riconoscibili e ha dato la sensazione d**i stare meglio anche dal punto di vista fisico**. Dall’altra parte c’era invece una squadra **ancora con tutte le sembianze di un cantiere aperto:** alcuni volti nuovi in campo (almeno un paio, peraltro, fuori ruolo), meccanismi da costruire e diversi acquisti rimasti inizialmente in panchina (perché?). **Le esclusioni di Valdepenas e Oulai sono apparse difficili da comprendere**, così come alcune scelte di partenza hanno contribuito a indirizzare la partita sui **binari peggiori.** Sono valutazioni che Grosso dovrà compiere in fretta, perché il tempo per lavorare non sarà infinito (in tal senso la figura del **ds Paratici**, straordinario a "guidare" Vanoli lo scorso anno, dovrà essere anche in questo caso centrale).
**Gli errori vanno corretti, non trasformati in condanne**
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E qui veniamo al discorso di partenza**, ovvero il tempo e la pazienza**. La società lo ha ripetuto fin dall’inizio: **quello inaugurato in estate è un progetto pensato su quattro anni,** non una rincorsa da giudicare dopo la prima giornata. Questo non significa **accettare passivamente una sconfitta per 4-0,** né ignorare un approccio troppo timido al nuovo campionato. Gli errori devono essere analizzati e corretti, senza nasconderli dietro la parola “progetto”. Ma le **difficoltà iniziali erano prevedibili,** soprattutto davanti a un mercato che ha cambiato profondamente **uomini e gerarchie**. Adesso serviranno risposte già dalle prossime partite (**Frosinone, Torino e Venezia** sembrano un trittico di gare abbordabile), insieme al **coraggio** di inserire chi può aumentare **qualità** e **personalità**. La prima notte è stata durissima **ma per i processi e le sentenze c’è ancora tempo.**