Ci sono numeri che non sono semplicemente numeri, vanno oltre le cifre. Alla Juventus, poi, ce ne sono alcuni che sembrano avere un peso specifico ancora maggiore. La numero 1 appartiene alla categoria: è una maglia che sa di storia, di parate, trofei e di grandi giocatori. E ora, dopo aver attraversato generazioni di portiere bianconeri, è finita sulle spalle di Kamil Grabara. Il polacco, arrivato come vice Vicario ma pronto a giocarsi le sue chance, non ha scelto una strada comoda: ha scelto quella più pesante, quella che porta inevitabilmente a confrontarsi con un'eredità ingombrante. Quella di Gianluigi Buffon.
Il messaggio è chiaro: Grabara è arrivato a Torino con personalità e non sembra avere alcuna intenzione di nascondersi dietro il peso della maglia. La numero 1 è sua. E dopo l'addio di Mattia Perin, che l'aveva ereditata nelle ultime stagioni, il testimone passa a un portiere che la indossava già al Wolfsburg e che ha costruito buona parte della propria carriera proprio attorno a quel numero.
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Da Buffon a Grabara, una maglia piena di storia
Prima del polacco, la numero 1 juventina è stata indossata da portieri che hanno scritto pagine importanti della storia del club. Il nome più pesante è naturalmente quello di Buffon, che ha portato quella maglia dal 2001 al 2018, diventandone quasi il proprietario naturale nell'immaginario collettivo bianconero. Prima di lui c'era stato Edwin van der Sar, dal 1999 al 2001. E ancora prima Michelangelo Rampulla, Angelo Peruzzi, Stefano Tacconi, Dino Zoff e, andando ancora più indietro, altri grandi estremi difensori della storia juventina.
La successione recente racconta una storia altrettanto significativa: Buffon, Szczesny, Perin e ora Grabara. Il polacco raccoglie dunque un'eredità che negli ultimi venticinque anni ha avuto nomi pesantissimi. E lo fa con una scelta che racconta già molto del suo carattere.