Il club bianconero anticipa i tempi per il centrocampista anche senza aver piazzato David e Koopmeiners, due ingaggi che facevano da tappo per l’ex Milan. L’ivoriano spinge per una soluzione rapida: tutti i dettagli dell'affare
TORINO - Sarà stata anche una manovra di disturbo, per carità, ma quando la Roma ha bussato alla porta della Juve un filo di preoccupazione ha attraversato la schiena di Ricky Massara. E pure quella di Luciano Spalletti, che da tempo aspetta con ansia un nuovo centrocampista per arricchire un reparto in difficoltà per via della turbolenta estate vissuta da Khéphren Thuram. C’è stata una telefonata a metà settimana con Franck Kessié, che però in pochi minuti ha messo subito le cose in chiaro: «Vi ho dato la mia parola». Una frase scandita sia a Massara, l’uomo che più di tutti l’ha protetto e aiutato ai tempi del Milan, che a Spalletti, un allenatore che l’ivoriano stima tantissimo. Kessié, del resto, sapeva di dover armarsi di molta pazienza. Il suo agente George Atangana parla col club sin dai tempi di Comolli, precisamente da fine maggio. Il cambio di dirigenza se possibile ha aumentato il feeling con la Juve. Quasi tre mesi d’attesa non si spiegano altrimenti, da parte di un giocatore disposto ad un maxi sacrificio pur di far parte della rosa bianconera.
Per esempio: sta accettando la certezza di avere solo un biennale e non un terzo anno di contratto, vincolato solo a determinate condizioni. Altro esempio: sta seriamente valutando di dire sì ad un bonus alla firma molto più basso rispetto a quanto richiesto fino a un mese fa. Terza evidenza: ha messo in stand-by la Roma proprio perché sta cercando di chiudere con una società alla quale si è promesso all’alba dell’estate. Le parole pronunciate a Massara e Spalletti sono state seguite da un incontro, avvenuto ieri a Milano: l’unico nodo da sciogliere è legato alle modalità di fruizione del bonus alla firma. La Juve valuta una strategia “alla Vlahovic”, dunque inserendolo nel discorso dell’opzione per il terzo anno, dunque in coda all’accordo. È uno scoglio, certamente, perché il giocatore lo vorrebbe subito, ma Carnevali, Massara e Ottolini stanno facendo gli equilibristi in un contesto economico non semplicissimo. Situazione che Kessiè conosceva benissimo, sin dai Mondiali, quando si dichiarò spudoratamente: «La Juve? Si, si, se ne parla, ho visto. Io penso solo al Mondiale, ma aggiungo una cosa: sono un gran bel colpo. In forma, al Mondiale, e soprattutto svincolato, difficile chiedere di più. Per quello mi vogliono in tanti, hanno ragione». Frasi forti, sebbene sapesse già che la strada fosse in salita.