TORINO - Definito Kessié, si passerà inevitabilmente al tema caldo, il più ricorrente, probabilmente anche il più stringente. Del resto, tra i mille messaggi lanciati e ricevuti da Frosinone, la gerarchia di Spalletti vede prima punta e primo posto insieme, uniti. Indissolubilmente. Cerca un nove, Lucio. Un altro. Pur avendo, oltre a Kolo Muani, tanto Milik quanto Ekhator (recuperato), quindi Jonathan David, che però considera più un dieci, certo ben diverso dal canonico attaccante centrale. Che per lui sarebbe Sorloth, sia chiaro. Più degli altri, probabilmente più di tutti: ecco perché è quello del norvegese, il nome rimasto in pole position per riempire quel vuoto di rosa. Naturalmente, concentrati come si era sul centrocampista, ieri non ci sono stati passi in avanti sostanziali sullo stesso fronte. La Juve però è convinta di avere più forza ogni giorno che passa: l’Atletico deve risolvere il nodo legato a Julian Alvarez, però i bianconeri hanno la carta Nico Gonzalez ancora da giocare. E poi c’è David. Al Cholo Simeone non dispiace, né al canadese dispiacerebbe l’idea di andare a Madrid, dove potrebbe rivalutarsi in un club forte, vivo, in grado di sfruttare (al) meglio le sue caratteristiche e pronto a lanciarlo negli spazi creati in contropiede.
Comunque, pensieri laterali. Non di certo il focus di queste ore, quelle in cui Massara e Ottolini, con Carnevali, stanno provando a capire a quale ritmo andrà il giro delle punte. In questo senso, un altro nome da non considerare più è quello di Mateta: il francese è in scadenza il prossimo giugno, al Crystal Palace piacerebbe sostituirlo proprio con David, però senza eventuale rinnovo con la punta gli inglesi non possono procedere con una proposta di scambio prestiti, che poi era la vera idea sul tavolo. Ne arriveranno delle altre. Soprattutto ora che il tempo inizia a stringere. Soprattutto adesso che le alternative inizieranno a scarseggiare, e quindi le scelte dovranno farsi nette. Bianco o nero, addio alle sfumature.