Non c’è ancora un accordo totale tra la Juventus e Franck Kessié. Non c’è ancora la stretta di mano che alleggerirebbe l’aria alla Continassa, che darebbe forza e slancio ai dirigenti bianconeri. E che allieterebbe pure le attese di Spalletti. No, bisogna aspettare. Comunque aspettare. E intanto provare a far quadrare i conti, magari ricavando lo spazio per un piccolo rilancio, tale da procedere spediti verso la chiusura. È stato lo stesso Lucio a raccontare la dinamica dei fatti, per filo e per segno: con i prestiti e gli altri colpi attesi (ancora due, nelle idee dei direttori) bisogna prima fare spazio e cioè cassa; con Kessié no, è una situazione diversa. È un parametro zero con il quale occorre trovare una quadra. E si sta lavorando esattamente a questo: cercando una soluzione condivisa, facendo sostanzialmente tornare i conti. La Juventus nella giornata di mercoledì ha ritoccato l’offerta al centrocampista: era partita dall’idea di formulare una proposta basata su un triennale e poi si è spostata sui due anni più opzione per il rinnovo.
L’ingaggio, invece: la prima richiesta di Franck si aggirava addirittura intorno agli 8 milioni, i bianconeri hanno provato a ridurla fino a poco più della metà, e continuano a girare attorno a questi numeri, pur consapevoli di dover ulteriormente alzare la posta. Eccolo, uno dei nodi principali: cambiati i termini, devono cambiare pure le cifre. E in più resiste il tema del bonus alla firma, che la Juve contava di far scattare al terzo anno. Servirebbe un mago di Wall Street per giungere al calcolo giusto. O più semplicemente servirà aspettare qualcosa in più in termini di cessioni, a prescindere dal reparto dal quale la Juventus riuscirà a fare spazio. In questo senso va tenuto d’occhio quanto sta accadendo sul fronte Zhegrova e l’interessamento registrato dalla Lazio: la Juve sa benissimo di non poter avanzare pretese differenti dal prestito ed eventualmente con diritto di riscatto, ma cedere il kosovaro aiuterebbe a far respirare i conti prima eventualmente di tornare ad appesantirli (però col sorriso).