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Torino, Cairo e un compleanno amaro da pres: ora Abate cerca la quadra con i nuovi

Il patron fa 21 anni alla guida del club, la squadra è ultima in classifica e già fuori dalla Coppa. Il tecnico inizia a lavorare con i rinforzi, urge la svolta

Urbano **Cairo** se lo aspettava decisamente diverso questo **21esimo anniversario** alla guida del **Torino**. “**Voglio che questa sia la mia miglior stagione da presidente**” dichiarava ai nastri di partenza, ma dopo appena due settimane di impegni ufficiali **il suo Toro è ultimo in classifica a zero punti e già fuori dalla Coppa Italia ai sedicesimi di finale**. La squadra non gli fa nessun regalo, anzi cade pure sotto i colpi del Monza di Ivan **Juric** per la più classica delle rivincite degli ex. Il croato viene accolto da fischi e insulti, addirittura da uno striscione con la scritta “Bentornato Ivan” con la I trasformata in dito medio (quello che lui stesso rivolte proprio verso la Maratona dopo un Torino-Sassuolo, ndr), ma gode al 95’ dopo lo 0-1 al Grande Torino in Coppa Italia firmato Dani Mota. Il patron continua ad essere contestato, ieri sera però **anche Abate e i suoi ragazzi si sono presi la loro parte di protesta uscendo tra i cori di invito a tirare fuori gli attributi**.

Ora dovrà necessariamente iniziare la risalita in classifica, se non altro avrà diversi volti nuovi a disposizione. Il ds **Petrachi** ha rifatto il centrocampo con un doppio investimento da circa 8 milioni di euro complessivi: sono arrivati **Bragança** dallo Sporting Lisbona e **Mandragora** dalla Fiorentina, con il secondo al ritorno in granata dopo la prima avventura tra gennaio 2021 e maggio 2022. **L’attacco non è più stato ritoccato** e Abate potrà ruotare Simeone, Adams, Kulenovic e Zapata, mentre il grande buco rimasto è nella retroguardia. **Il difensore mancino era una mancanza ed è rimasta tale**, sono andati a vuoto i tentativi per Ebosse dell’Udinese e Luperto della Cremonese, oltre ai più “ambiziosi” Igor del Brighton e Morato del Nottingham Forest. A disposizione di Petrachi, però, c’è ancora il mercato **svincolati**: **Diogo Leite** è un’opzione, il ritorno di **Rodriguez** pure, **Acerbi** non passa di moda. L’altro “neo” di un mercato complicato è rappresentato dagli **esuberi rimasti al Filadelfia**, con il ds che è riuscito a piazzare Dembele e Ilic mentre non ha centrato la stessa impresa con **Aboukhlal**, **Anjorin**, **Biraghi** e **Israel**, finito però sotto i ferri per un problema alla spalla. E, pur costruito in ritardo, **sembra comunque un Toro più competitivo della scorsa stagione, almeno sulla carta**: Perri e Mascardi danno maggiori garanzie rispetto a Israel e Paleari, Comuzzo è il colpo migliore per la retroguardia, il trittico Bragança-Mandragora-Fitz Jim ha sostituito Tameze e Ilic, le coppie Belghali-Patterson e Fortini-Cacciamani sono più complete rispetto a Pedersen-Aboukhlal e Lazaro-Nkounkou (escludendo Obrador arrivato lo scorso gennaio, ndr). Tra svincolati da prendere e mercati esteri ancora aperti per piazzare chi è di troppo, però, il Toro può ancora cambiare. Ma **adesso Abate deve iniziare a svoltare** prima che sia troppo tardi.

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