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Settantadue anni fa in radio non passavano i Beatles, il primo satellite non era stato lanciato nello spazio e il giovane Jurij Gagarin, il primo uomo in orbita, non era ancora entrato nella scuola militare aeronautica di Čkalov. Pensate, all’iper non c’erano neppure gli evidenziatori textliner. I giornalisti sottolineavano le classifiche con la biro e le cronache sportive di quei giorni, più precisamente quelle di lunedì 27 settembre 1954, utilizzavano toni entusiastici nel vedere addirittura sei squadre a punteggio pieno in Serie A dopo due turni: Milan, Inter, Fiorentina, Bologna, Juventus e Roma davanti a tutte a quota 4 visto che ogni vittoria valeva 2 punti. Il caso fu talmente eccezionale che la settimana dopo la magia svanì e si fermarono tutte le capoliste tranne i rossoneri dello stregone Béla Guttmann, in sella fino alla 19ª con Hector Puricelli che ne raccolse il testimone andando a vincere lo scudetto. Sono trascorsi 72 anni da allora e la Serie A si riscopre competitiva al punto da ospitare ancora sei formazioni in vetta allo scoccare del 180° minuto. Roma, Inter, Milan e Juve sono ancora lì, Lazio e Atalanta le novità.
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I numeri della Roma
La Roma di Gasperini è la squadra che ha convinto di più: ha steso Fiorentina e Lecce per manifesta superiorità, durante le quali avrebbe anche potuto segnare più di 4 gol. La difesa non ha incassato neanche una rete, il centrocampo ha fatto filtro in modo magistrale e il suo centravanti, Malen, è stato capace di segnare 5 reti come non accadeva dall’alba del 1997-98 a Batistuta. Prima dell’olandese e del Re Leone è necessario tornare a un’altra epoca, quella degli anni Cinquanta e Sessanta, per ritrovare goleador così famelici al pronti-via: Manfredini arrivò a 6 con la Roma nel 60-61, Faustinho Cané a 5 col Napoli nel 65-66, come Boniperti e Reguzzoni rispettivamente con la Juve nel 53-54 e col Bologna nel 30-31. Anche le difese di Lazio e Juve sono imbattute, i successi di Gattuso e Spalletti però sono stati meno netti. E Sarri, con la Dea, ha sempre esultato di misura. La ricerca dell’anti Inter è aperta. Senza dimenticare il Napoli, fermato dal Como, e proprio i Fabregas boys, che inseguono a 4 punti.
I dati e le differenze
Se il campionato si confermerà incerto e spettacolare lo capiremo presto. Intanto la stretta degli arbitri sulle perdite di tempo ha prodotto un record sul tempo effettivo di gioco: ora la palla gira in media per 59 minuti e 5 secondi. Un anno fa, di questi tempi, il cronometro era fermo a 52’ e 54’’, nel 2024-25 a 53’ e 31’’. È già un abisso. Tra l’altro, non sono ancora stati assegnati calci di rigore: non era mai successo da quando la Serie A è a 20 squadre. Degli 0-0 neppure l’ombra. Nel 2025-26, alla 2ª di campionato, erano stati due: Genoa-Lecce e Torino-Fiorentina. Sono aumentati, di conseguenza, i gol: dai 41 dell’anno scorso ai 49 attuali. Sta tirando davvero un’altra aria o quella percepita è soltanto una timida brezza di fine estate che strizza l’occhio ai venti inglesi, spagnoli e tedeschi?