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Spalletti alza la Juve: acquista muscoli e allarga le rotazioni

Nove acquisti, due rientri come Nico e Douglas Luiz: ci sono per ogni ruolo anche più di due soluzioni

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Woltemade pare non sia uno specialista di testa anche se alto quasi due metri ma Lucio è convinto garantisca un upgrade nel gioco aereo: sabato scorso all’Allianz Stadium, Conceiçao e Boga hanno messo una ventina di cross in mezzo all’area senza che Kolo Muani e David (volato a Madrid tra gli applausi) ne riuscissero a prendere uno. Douglas Luiz, in proiezione offensiva, l’unico a colpire (due volte) di testa. Una ragione ci sarà se Spalletti ha invitato la dirigenza a puntare sul tedesco del Newcastle piuttosto che su Zirkzee, assai meno presente nei sedici metri, per sostituire Vlahovic. Gli serviva un numero 9 più classico, non un falso centravanti o un trequartista, di cui abbonda in organico. Lucio, attraverso la campagna estiva, non ha solo “alzato” la Juve e aggiunto centimetri: ha messo su muscoli, carrozzeria o scocca, come gli garba raccontare. Tutta gente pesante, piena di fisicità, in grado di spostare la partita con una spallata o un contrasto. Sarr, Lucumi e Celik fanno massa, aumentano la stazza della Signora, ora in versione extralarge: ci sono anche più di due soluzioni per ogni ruolo e solo per un soffio Carnevali e Massara non sono riusciti a completare l’opera con un terzino sinistro più difensivo di Cambiaso: Cabal ha detto no all’Atalanta facendo saltare l’acquisto di Tagliafico. Qualcosa forse, con il mercato ancora aperto in alcuni paesi europei, potrebbe succedere in uscita: Gatti ha detto no al Galatasaray, la dirigenza bianconera invece ha detto no al Porto che ieri ci ha provato. Mancava l’intesa e per la Juve non è un esubero al contrario di Zhegrova, fuori dalla lista in Serie A e in Europa League. Salvo sorprese, Federico resterà. Il kosovaro potrebbe trovare un ingaggio in Arabia Saudita (lo cerca l’Al Ittihad).

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Undici nuovi

Nove acquisti, due rientri dai prestiti del livello di Nico Gonzalez e Douglas Luiz. Il valore dell’argentino ex Fiorentina era fuori discussione, incise poco nella stagione di Thiago a causa di un lungo infortunio, ma è in grado di diventare un titolare, come ha dimostrato “svoltando” la partita con il Parma. Trequartista o rifinitore dietro a Kolo Muani, attaccante esterno in alternativa a Conceiçao e volendo a sinistra, una zona in cui la Juve è diventata ricchissima con l’acquisto della stellina Alajbegovic e il riscatto di Boga.

Le operazioni di Thuram e Yildiz priveranno Spalletti di due pilastri, ma la Juve abbia potenziato ogni reparto. Prendete la difesa: Vicario e Grabara per Di Gregorio e Perin possono abbassare la quota dei gol incassati nella passata stagione. Bremer-Lucumi formano una coppia super. Kelly primo cambio anche da terzino, il centro-destra blindato da Gatti e Rugani, Kalulu e Celik jolly, Cambiaso era in panchina alle prime due di campionato. Si è arricchito il centrocampo: Sarr dovrà tamponare l’assenza di Thuram, Douglas Luiz aggiunge palleggio e creatività. Locatelli e McKennie sono le certezze. Per Koop la prova d’appello. Occhio a Cambiaso mezzala, se e quando Spalletti penserà al 4-3-3. Si parte e si prosegue con il 4-2-3-1. Davanti la batteria di fantasisti e di punte gli permetteranno di sbizzarrirsi. Forse, come con il Parma, vedremo anche le due punte: Kolo Muani e Woltemade ma solo in certe occasioni, quando Ekhator si sarà rialzato. Per ora l’ex Genoa è fermo ai box.

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