"Una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo". Vent’anni dopo Calciopoli, Antonio Giraudo rompe il silenzio e torna a parlare della vicenda che ha segnato per sempre la sua storia e quella della Juventus. L’ex amministratore delegato bianconero rivendica il proprio operato, contesta la ricostruzione giudiziaria e guarda alla recente sentenza della Corte di Giustizia europea come a una possibile svolta. Ma non c’è soltanto il passato: Giraudo parla anche della Juventus di oggi, della nuova dirigenza e delle possibilità di tornare a vincere. Un racconto che parte da Calciopoli, ma arriva fino al presente.
Giraudo e Calciopoli: "Una gogna mediatica senza precedenti"
Dopo vent’anni di silenzio, Giraudo ha deciso di tornare sull’episodio più controverso della sua carriera. La sua lettura di Calciopoli, a La Stampa, è netta e non lascia spazio a interpretazioni: "La vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. A conti fatti è stato, per invertire la formula, un topolino che ha partorito una montagna".
Giraudo insiste quindi sul risultato dei procedimenti ordinari e sulla mancata dimostrazione, a suo dire, di campionati alterati. "Il topolino è la fotografia che emerge alla fine dei lunghi processi: nessun campionato alterato" . E richiama anche le parole di Sandulli: "Un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti classici".