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Woltemade, parla chi gli ha cambiato la carriera: "La coppia Juve perfetta è con..."

Estate 2022. Woltemade ha vent’anni, novantasei chili distribuiti su quasi due metri d’altezza e un ruolo di per sé marginale nelle giovanili del Werder Brema. Troppo tecnico per fare la boa, troppo imponente per agire sulla trequarti. Horst Steffen lo osserva per settimane, non curandosi del parere di chi vedeva in lui un equivoco tattico fatto e finito. È convinto di potergli cucire addosso un attacco elastico. E allora fa di tutto per portarlo all’Elversberg, nella terza divisione tedesca. Il risultato? Gol e assist a profusione, nell’economia di una promozione storica in Zweite Bundesliga che ha consacrato Woltemade tra i profili più promettenti del calcio tedesco. Per provare a capirci di più sul nuovo centravanti bianconero, ci siamo rivolti proprio a chi ne ha cambiato il destino.

"Ci misi poco a capire..."

Horst Steffen, ci racconti come nacque quell’operazione. «In realtà a proporcelo fu uno scout del club, Ole Book. Da lì iniziai a studiarlo: all’epoca giocava con l’U23 del Werder Brema. Ci misi poco a capire che aveva grande potenziale e che le sue caratteristiche si sarebbero sposate benissimo con i nostri meccanismi di gioco».

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Certo, un conto è vederlo in video, un altro dal vivo... Si ricorda che impressioni le fece al primo allenamento? «Benissimo: fui colpito dalla sua spiccata abilità nel dribbling e dalla qualità con cui controllava il pallone. E questo al netto dei quasi due metri d’altezza. Non proprio una roba comune... Poi era lucido nei passaggi e prolifico il giusto sotto porta».

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