Cher Ndour, in una Fiorentina così rivoluzionata che effetto fa essere uno dei punti fermi e l'unico definito incedibile dalla società? «E' motivo di orgoglio ma anche una responsabilità. Il direttore Paratici e il mister mi hanno fatto sentire la loro fiducia, sta a me ripagarla. Sono alla mia seconda stagione a Firenze, anche se ho 22 anni tocca a noi 'vecchi' (ride) essere bravi a integrare i nuovi. Da gruppo bisogna diventare squadra».
Ndour: responsabilità e obiettivi con la nuova Fiorentina
Due sconfitte in altrettante gare di campionato. E domani arriva il Torino anch'esso a 0 punti. È già una sfida 'da dentro o fuori'? «E' una sfida importante e delicata perché anche loro vogliono la prima vittoria. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, abbiamo tutte le qualità per prenderci i tre punti».
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Tra i granata ci sono freschi ex: Comuzzo, Fortini e Mandragora. A chi lancia la sfida? «A nessuno, con Rolly ho un bellissimo rapporto, idem con Pietro e Nick con cui siamo compagni in Under 21. Gli dirò di non farci gol, Pietro lo ha fatto nell'ultima gara. Ci saluteremo prima e dopo ma in campo solo rivali!».
Chi altri conosce del Torino? «Ho giocato in azzurro con Casadei, Cacciamani e Mascardi. Pure il Toro ha molti italiani di talento con cui sta costruendo un bel progetto».