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L’arrivederci silenzioso di Barbara Bonansea, via dalla Juve: andrà negli Usa

TORINO - Non ha voluto annunci, proclami o celebrazioni: l’arrivederci di Bonansea alla Juventus è intimo e silenzioso come un segreto che si può solo sussurrare. Barbara non ama che si parli di sé, dice che non le interessa. Risulta complesso accontentarla al cospetto di oltre 9 anni in bianconero, 16 titoli (tutti quelli della Juve Women) e i 249 gettoni, impreziositi da 96 gol e 63 assist, che la rendono la detentrice del record di presenze in bianconero. Il capannello delle capitane-senatrici è ormai ridotto all’osso: Rosucci e Salvai resteranno le uniche superstiti tra le giocatrici di casa a Vinovo dal primo all’ultimo giorno. Stefano Braghin, prima di lasciare a sua volta, sosteneva che fossero le custodi di una juventinità da proteggere e tramandare alle giocatrici nuove e a quelle più giovani. Qualcuna ha preferito, legittimamente, abbandonare il proprio ruolo da mentore per vivere un’esperienza differente.

Bonansea è pronta a fare il passo che prima di lei hanno compiuto Cantore, Boattin, Peyraud-Magnin e Girelli, solo per citare le ex juventine. La diaspora di calciatrici dalla Serie A femminile alla NWSL americana negli ultimi mesi si è consolidata trasformandosi da moda a flusso migratorio. Ma il senso di appartenenza di Bonansea verso la Juve non è in discussione: in passato decise di restare anche quando a chiamarla fu il Lione, tra le altre. A 35 anni compiuti la voglia di mettersi in gioco con San Diego Wave, tra i club di punta negli USA, e in una lega più ricca e risonante, la spingerà a prendersi una pausa definita nei termini e nei tempi dai colori che ama.

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