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Grosso: “Sento la responsabilità del progetto Fiorentina, abbiamo margini enormi”

Il tecnico della Viola è intervenuto in conferenza stampa da presentare la gara interna contro il Torino di Abate valida per la terza giornata di campionato

"E' una gara contro un avversario che non ha iniziato bene come noi. E' stimolante e vogliamo mostrare le nostre qualità. Abbiamo analizzato e provato a capire dove migliorare. Sarà una gara difficile ma vogliamo ottenere qualcosa di bello". Queste le parole di Fabio Grosso, intervenuto in conferenza stampa per presentare la gara interna contro il Torino valida per la terza giornata di campionato. Reduce dal mortificante 3-0 contro il Frosinone che sabato 29 si è preso la scena del Franchi il giorno del centenario Viola - e prima ancora dal poker subito all'esordio contro la Roma all'Olimpico - la Fiorentina si presenta all'appuntamento con un bilancio 7 gol subiti nelle prime 2 giornate. La sfida contro il Torino di Ignazio Abate - reduce da tre sconfitte consecutive tra Serie A e Coppa Italia e raggiunto dai rumor sul possibile cambio di gestione - mette in palio 3 punti necessari a scacciare i demoni della scorsa stagione e a dirottare il campionato verso gli scenari promessi dagli oltre 200 milioni spesi sul mercato nell'ultimo anno solare. Così Grosso ha fatto il punto sulla gara contro i granata: "Il mercato lo conoscete meglio di me. Sappiamo quanto è difficile e come può influire all'interno del percorso. Ci sono stati tantissimi movimenti, la società ha fatto grandi investimenti. Sappiamo che ci sono potenzialità e lavoriamo per mostrarle. Ora si guarda il presente: sappiamo quello che siamo, che abbiamo margini enormi e cercheremo di valorizzare tutte le nostre risorse. Uno dei 4 nuovi arrivati in attacco sarà della partita. La difesa? Abbiamo analizzato ciò che è successo e oggettivamente abbiamo fatto errori su cui stiamo lavorando e continueremo a lavorare. Vogliamo migliorare e crescere. Nell'arco del campionato c'è bisogno di tutti gli interpreti, non vogliamo cercare colpevoli o eroi perché le cose le prepari a livello di squadra".

"Mandragora? L'idea era chiara: era quella di voler ricreare un progetto nuovo. Ci sono stati cambiamenti sotto tutti i punti di vista. Quando le cose accadono, significa che chi è coinvolto ha permesso che accadessero. La società ha preso le sue scelte e il giocatore evidentemente ha preso le sue. Con Rolando ho avuto un ottimo rapporto, ha dato il suo massimo. Percepisco energia nuova, voglia di crescere e questa è la cosa più importante. Perché Gudmundsson titolare col Frosinone? (L'attaccante ha poi lasciato Firenze per raggiunere in prestito la Lazio, ndr). In due partite abbiamo fatto scelte diverse. Quando le cose non vanno allora le scelte potevano essere diverse, invece quando vanno diventano intuizioni giuste. Io ora so la squadra di cui dispongo, che è giovane e deve essere valorizzato. Il centrocampo? L'argomento delle distanze è determinante perché con quelle giuste riesci a trovare le cose migliori che viceversa disperdi".

"Per me è la base. So che abbiamo potenzialità e margini per fare qualcosa di bello. Gli attaccanti? Ho parlato con loro per capire il loro percorso. Hanno entusiasmo e voglia, ma tocca a me capire le loro condizioni. Non ho avuto tanto tempo ma capirò come e quando saranno utili per affrontare le gare che ci attendono. Per questa gara hanno avuto problemi Dodo e Atta. Mi auguro di riaverli oggi e in base a quello deciderò come e quando impiegarli. La cosa bella e difficile è che abbiamo cambiato tanto e quindi devi scoprire le caratteristiche che hai all'interno. Serve capire chi può valorizzare chi. Fa parte di quello che mi era stato illustrato all'inizio di questa avventura. Sento la responsabilità di questo progetto e voglio portarlo avanti nel modo migliore possibile".

"Ho volto l'energia giusta e la voglia giusta dii andare alla ricerca di risultati che permettono di farci lavorare con più serenità. Avremmo voluto riempire la squadra ma non ci siamo riusciti. Quello che non hai fatto però non conta più: è importate quello che c'è, ora sta a noi prenderci le responsabilità per mandare avanti un progetto ambizioso che però necessita di tempo per essere applicato. Sappiamo però che in questo tempo servono i risultati e mostrare le qualità che abbiamo, mascherando alcuni limiti dovuti a tante situazioni. Le squadre forti non sono mai perfette, sono quelle che si danno mano nei momenti difficili. E noi imaginiamo di diventare una squadra forte. La sfida contro gli ex? (Comuzzo, Fortini e Mandragora, ndr). Non sarà né un vantaggio né uno svantaggio. Anche loro hanno grande voglia di rivalsa. Servirà fare una gara piena e in tal senso saranno determinanti gli ingressi. Viery? Sta molto bene, è pronto per giocare. Vediamo, le decisioni le prendo sempre alla fine per provare a fare meno errori possibili. I gol subiti? È un discorso di metodo ma non voglio prendermela solo con un singolo giocatore. Quando analizziamo ciò che non va lo faccio legandomi a tutto il reparto e alla squadra. Abbiamo mostrato anche qualcosa di bello. Continueremo a lavorare per colpare le nostre cose negative".

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